CASE HISTORY: CND SU CHIAVI AUTO CONTRAFFATTE

Possono le normali chiavi di un’auto tedesca essere contraffatte? Questa è la domanda che ci ha posto recentemente un cliente.

Questo stesso cliente ci ha fornito due chiavi di un’automobile di una nota casa tedesca, chiedendoci di analizzarle per rilevare eventuali differenze. Il dubbio era che una delle due chiavi fosse contraffatta.

Chiaramente non è stato possibile eseguire delle prove distruttive perché c’era necessità che le chiavi rimanessero integre per eventuali controlli futuri. Si è quindi optato per dei CND controlli non distruttivi.

Come dice la denominazione stessa, i CND non prevedono che i campioni originali vengano alterati con operazioni quali il taglio e la lavorazione meccanica. I controlli che si eseguono sono di natura non distruttiva, test e analisi che non richiedono la trasformazione del campione, ma l’analisi sul manufatto tal quale, che alla fine dei test non ha subito nessuna modificazione e si trova nelle condizioni iniziali.

Sono diverse le prove non distruttive che si è scelto di eseguire per arrivare a dire al cliente se una delle sue chiavi era contraffatta.

Per prima cosa si è optato per l’analisi dimensionale mediante macrografia e il controllo chimico mediante P.M.I. per la parte superiore e metallica della chiave, cioè la parte che entra all’interno del nottolino per l’accensione dell’automobile.

Sulla chiave intera è stato eseguito inoltre il controllo radiografico con sistema digitale (radiografia digitale).

Andiamo ad analizzare lo scopo e i risultati di ogni tipologia di prova.

  • ANALISI DIMENSIONALE MEDIANTE MACROGRAFIA

Lo scopo è stato quello di andare ad evidenziare eventuali differenze a livello dimensionale nella parte metallica delle due chiavi.

Grazie allo stereomicroscopio è stato possibile effettuare delle fotografie ad un ingrandimento non troppo elevato che ha permesso con buona facilità di fare i rilievi dimensionali.

Sono state effettuate delle misurazioni in zone significative, come ad esempio i bordi esterni, il solco centrale e le scritte.

In questo modo si è potuto verificare se erano presenti differenze dimensionali che potevano essere ricondotte ad eventuale contraffazione della chiave.

Nell’immagine qui sopra si può osservare la macrografia eseguita sulla parte metallica della chiave

  • CONTROLLO NON DISTRUTTIVO MEDIANTE ANALISI CHIMICA P.M.I.

Il controllo non distruttivo mediante analisi chimica P.M.I. è un controllo che permette di effettuare una caratterizzazione chimica per discriminare il tipo di materiale.

Grazie all’emissione dei raggi X lo strumento è in grado di identificare i vari elementi all’interno del materiale e di fornire quindi una prima composizione dello stesso, senza dover andare a distruggere o danneggiare il campione.

Nel nostro caso specifico non si è riscontrata differenza di composizione chimica tra le due chiavi e di conseguenza si poteva escludere una eventuale contraffazione.

Nell’immagine qui sopra si può osservare lo strumento per eseguire l’analisi chimica P.M.I.

  • ESAME RADIOGRAFICO 

Il controllo non distruttivo mediante radiografia RT permette di ottenere un’immagine del campione come è composto al suo interno, proprio come quella che si ottiene quando ci si frattura un osso e bisogna capire il tipo di rottura.

Si sfrutta la capacità dei raggi X di penetrare all’interno dei materiali e di impressionare una pellicola sensibile.

Nel nostro caso specifico è stata utilizzata la tecnologia digitale CR in cui la pellicola tradizionale viene sostituita da un “Plate”.

Dopo aver effettuato l’esposizione, il Plate viene posizionato in uno scanner che fornisce un’immagine digitale sul computer.

L’esposizione radiografica ha evidenziato la presenza di differenze per quanto riguarda la parte elettronica della chiave, cioè il circuito elettrico presente all’interno della parte plastica che regola i tasti per aprire a distanza l’automobile.

Qui sopra si può osservare la radiografia eseguita sulle chiavi. Si vede chiaramente la differenza tra le due componenti elettroniche.

CONCLUSIONI:

Sulla base del confronto tra i due campioni, si è concluso che la parte metallica della chiave vera e propria non ha mostrato differenze significative a livello morfologico, dimensionale e composizionale.

L’osservazione, mediante esame radiografico, della parte interna al guscio plastico mostra invece delle differenze nell’aspetto della scheda elettronica del telecomando.

Si è così concluso che sì, le chiavi sono state contraffatte e solo una delle due è originale.

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Spero di incontrarti presto.

Luca Manavella, Responsabile CND MotivexLab

2018-09-27T10:35:49+00:00 mercoledì, 26 settembre , 2018|Controlli non distruttivi, Controllo radiografico RT, Failure analysis|

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