Reverse Engineering.
Sempre più nell’era dell’industria 4.0, viene utilizzato questo termine, che sembra indicare qualcosa di esageratamente complicato e di difficile comprensione.
In realtà l’idea è piuttosto semplice.
Grazie al Reverse Engineering, hai finalmente la possibilità di risalire al modello CAD di un particolare finito: magari le matematiche sono andate perdute nel tempo, oppure stai cercando di carpire i segreti di un pezzo prodotto dalla concorrenza.
Ma attenzione!
“Semplice” non vuol dire che chiunque possa farlo: serve sempre e comunque affidarsi ad un Laboratorio con Operatori altamente specializzati.
Sei curioso di conoscere meglio la tomografia industriale, le sue caratteristiche e le sue applicazioni specifiche per il Reverse Engineering, l’analisi dimensionale, la failure analysis, la ricerca difettologica ed il controllo qualità componentistica automotive, industriale e medicale?
Continua a leggere: troverai tutte le risposte che cerchi.

I Tecnici Radiologici esperti di MotivexLab durante una fase dell’analisi tomografica
Che cosa è il Reverse Engineering?
Il Reverse engineering, come dice la parola stessa, è quel processo inverso dell’ingegneria per cui si parte dall’oggetto finito per risalire a come è stato fatto.
Si ottiene un modello matematico da un modello fisico attraverso due fasi:
1– la digitalizzazione tridimensionale del modello fisico attraverso la scansione tomografica
2– la realizzazione del suo modello matematico digitale attraverso l’elaborazione della nuvola di punti
Quando si fa il Reverse Engineering con la Tomografia Industriale Computerizzata?
Il Reverse Engineering può essere utilizzato per diversi motivi.
Vediamo insieme alcuni:
– se si vuole ottenere una matematica di partenza da un oggetto esistente per sviluppare un progetto nuovo
– se non esiste un modello CAD e si vuole modificare in alcune parti un modello fisico
– se si deve fare un controllo dimensionale e di qualità per campioni già in produzione
– se si vogliono verificare delle parti per cercare difetti o fare failure analysis
– per un aggiornamento rapido di modelli CAD in seguito ai cambiamenti avvenuti in sede di produzione
– se si devono copiare dei prototipi fisici
– se si vuole definire un modello utilizzabile per le simulazioni funzionali
Ingegneria VS Ingegneria inversa
Esistono differenze?
Assolutamente si!
Anche se ad una prima occhiata può non sembrare…
L’ingegneria parte da una idea, ne fa un progetto e poi realizza questo progetto in un oggetto.
Nell’engineering si fa un disegno, e poi da quel disegno si fa un oggetto (ad esempio grazie a delle lavorazioni meccaniche).
Oppure si scrive del codice, si fa un flow chart per costruire un programma che fa delle cose.
Ed ecco che abbiamo un esempio tangibile e uno intangibile.
L’ingegneria inversa fa il contrario: parte dal progetto realizzato e scopre come è stato fatto.
Copiare con il Reverse Engineering
Uno degli scopi del Reverse Engineering è copiare un oggetto esistente.
Grazie alla tomografia computerizzata si può partire da un oggetto finito e capire come è stato fatto, per poi modificarlo o copiarlo tal quale.
Immaginiamo la tomografia industriale come una fotocopiatrice 3D.
Quando fotocopio un libro, ne ottengo un altro senza bisogno di doverlo riscrivere parola per parola: ciò che ne estraggo può essere una fotocopia, una scannerizzazione, un file PDF o un file word che io poi posso modificare. Stessa cosa con la tomografia.
Inserisco un oggetto nella cabina tomografica, lo scansione e ne estraggo una nuvola di punti che dovrò poi elaborare per estrarne un modello matematico.
Il Tecnico Radiologico esperto di Tomografia
Nel processo di elaborazione grafica della nuvola di punti che si ottiene dalla scansione tomografica, diventa fondamentale l’interazione uomo-software di elaborazione.
Ora immaginiamo di inserire un oggetto cilindrico nella cabina tomografica.
L’oggetto reale non sarà costruito su un cerchio perfetto, in quanto le diverse lavorazioni produrranno delle imperfezioni (per quanto impercettibili) sul prodotto finito.
Nel momento in cui la nuvola di punti estratta con la scansione topografica viene elaborata, il computer mi chiederà se quelle imperfezioni erano volute o meno.
Sta quindi al tecnico della tomografia, con la sua competenza ed esperienza, riferire al computer se quella forma geometrica doveva essere un cerchio perfetto, o meno.

Immagine di elaborazione Tomografica (dove si evidenziano le imperfezioni tra modello matematico e oggetto)
Il Reverse Engineering fatto con la tomografia mi permette quindi di inserire un oggetto – anche di grandi dimensioni – nella cabina tomografica (700×1200, fino a 500 kg di peso) e di estrarne un file con il disegno e le matematiche, in modo da avere la possibilità di ricreare l’oggetto a partire da 0, oppure di rielaborarlo per apporre delle modifiche.
Tutto quello di cui ti ho appena parlato può essere molto utile, ad esempio, tutti coloro che:
- hanno dei particolari di cui si sono persi i disegni originali o su cui, negli anni, sono state fatte modifiche;
- elaborano motori o componentistica automotive, ad esempio per il racing, e ai quali serve vedere come è fatto un componente per poi modificarlo;
- vogliono produrre in additive manufacturing un oggetto di cui non si possiede il modello matematico, ma solo un esemplare (proprio come è successo durante l’emergenza sanitaria Covid-19, con i componenti in plastica dei respiratori, copiati e riadattati per l’utilizzo combinato con le maschere da sub).
Se fino ad ora sono riuscita a mantenere la tua attenzione, ti farà piacere sapere che tutto questo, e molto altro, è il contenuto del nuovo libro scritto da Elisabetta Ruffino e Paolo Pollacino, edito da Il Graffio Editore, dal titolo Tomografia Industriale, Viaggio alla scoperta dell’invisibile.

Paolo Pollacino con Elisabetta Ruffino e il loro nuovo libro dedicato alla Tomografia Industriale
In questo libro scoprirai:
- Cosa è la tomografia computerizzata, come è nata e come si è affermata. Da Arturo Gilardoni, padre dei raggi X in Italia alla crisi Covid-19, e come grazie alla stampa 3D e al Reverse Engineering si sono prodotte le valvole per i respiratori.
- Che tipo di controlli tomografici si possono fare e su quali prodotti: misure e controlli dimensionali, reverse engineering, additive manufacturing, stampa 3D, failure analysis, ricerca difetti. Come visionare il 3D un oggetto senza distruggerlo
- I vantaggi del Laboratorio Prove Integrato per il controllo qualità: non solo tomografia ma tutte le competenze del laboratorio prove accreditato per indagare le caratteristiche chimiche, fisiche, strutturali dei tuoi campioni, nebbia salina, controlli non distruttivi, tutto ciò che è necessario per garantire la qualità dei tuoi prodotti.
- Una storia tutta italiana: come una PMI guidata da un ex pilota di rally si è trasformata in un modello che ha rivoluzionato il settore del controllo qualità, garantendo la consegna dei report in 24 ore, ha attirato l’attenzione dei media ed è diventata oggetto di studio all’Università degli Studi di Torino.

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L’Assistente Tecnico Personale per la tomografia: e non sarai mai lasciato solo
All’interno del libro troverai le foto delle donne e degli uomini MotivexLab, perché noi amiamo metterci la faccia.
Vedrai i volti dei tecnici di laboratorio, degli addetti ai controlli non distruttivi, degli esperti tecnici di tomografia computerizzata.
Inoltre potrai vedere le facce degli Assistenti Tecnici Personali.
Al fine di dare garanzia al cliente di essere seguito dalla A alla Z, non far sentire il cliente un numero, ed evitare di accorgerci troppo tardi che qualcosa non ha funzionato come dovrebbe, abbiamo istituito la figura dell’Assistente Tecnico Personale.

L’Assistente Tecnico Personale per la tomografia: grazie a lui non sarai mai lasciato solo
L’Assistente Tecnico Personale è la persona che segue direttamente il Cliente per:
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• la scelta del metodo di prova
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• eventuali presenziati sia in presenza che in remoto con registrazione video
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