UNO SGUARDO AL FUTURO: L’AUTOMOBILE STAMPATA IN 3D

Di ritorno dal Terzo Convegno AIPnD tenutosi a Dallara Academy il 15 Maggio di quest’anno, MotivexLab ha avuto il piacere di assistere a diversi speech tenuti da esperti nel settore automotive e Controlli non Distruttivi.

Siamo rimasti piacevolmente stupiti soprattutto dalla presentazione di Lou Tik, fondatore di XEV Limited.

Lou ci ha illustrato e mostrato dal vivo la prima automobile (quasi) interamente realizzata in Additive Manufacturing.

Sembra impossibile, ma “solo” 250 anni fa veniva realizzato il primissimo motore a vapore: nella sua prima versione, percorse solo pochissimi metri, raggiungendo una velocità massima di 10 km/h.

Il progetto in sè sarà stato forse poco proficuo, ma fu così che iniziò la storia dell’automobile.

Nel 1804 viene sviluppato il primo motore a combustione interna, mentre nel 1839 addirittura la prima auto elettrica.

Ma fu solo nel 1883 che vennero fondate le prime fabbriche automobilistiche, e nel 1894 che l’italiano Enrico Bernardi realizzò il primo veicolo con motore a benzina.

Insomma: la storia dell’automobile, mezzo di locomozione oggi così conosciuto e sfruttato, è un racconto ricco di tappe, costellato di numerosi successi ed anche qualche fallimento.
A partire dai primi modelli a vapore, fino ad arrivare alle recenti auto ibride, non è così difficile immaginare il sempre costante progresso.

Ecco perché quando XEV ha presentato la il suo prodotto, siamo rimasti si colpiti, ma non sorpresi.

In un’epoca di progresso tecnologico costante, lo sviluppo ed il miglioramento di tutto ciò che conosciamo è la conseguenza più ovvia.

 

La prima auto elettrica costruita con stampante 3D

La prima auto elettrica costruita con stampante 3D (Immagine tratta da https://www.x-ev.net/ – Copyright © )

 

Ma andiamo nello specifico, continuando il discorso dell’automobile prodotta in Additive Manufacturing (AM).
Come ben saprà chi mi legge, l’Additive Manufacturing (o Manifattura Additiva) è un processo che permette la produzione di pezzi con geometria anche parecchio complessa, grazie all’addizione di materiale, uno strato alla volta.
Il materiale, generalmente sotto forma di polvere, viene fuso grazie ad un fascio laser.
Una volta raffreddatosi, esso tornerà allo stato solido, ed andrà a costituire la base per lo strato successivo.

Il processo si ripete innumerevoli volte, fino ad arrivare al campione finito.

Una prodotto in Additive Manufacturing, oltre a significare un minore spreco di materiale, permette anche l’utilizzo di meno strumenti di produzione, traducendosi in una drastica riduzione dei costi.

Per non parlare poi della riduzione dei tempi di fabbricazione.
Grazie allo speech di XEV, abbiamo avuto modo di fare un paragone.
Se per una macchina prodotta in maniera “tradizionale”, dal posizionamento sul mercato al lancio effettivo del prodotto passano circa 31 mesi (più di 2 anni e mezzo!), utilizzando l’Additive Manufacturing, i tempi di riducono a 12 mesi.

Impossibile dimenticare poi l’enorme personalizzazione che questa tecnica permette.

Insomma, le tecniche di Stampa 3D si rivelano un prezioso strumento non solo per la produzione puramente automotive, ma anche per qualsiasi altro campo.

E per quanto riguarda la diagnostica?
Uno dei controlli più efficaci per la superficie delle produzioni in Additive Manufacturing sono sicuramente i Liquidi Penetranti.
Se invece dobbiamo andare a rilevare difetti interni alla produzione, è meglio affidarsi alla Tomografia Industriale Computerizzata.

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2019-07-15T16:44:41+01:00 martedì, 4 Giugno , 2019|varie|