LIQUIDI PENETRANTI E ADDITIVE MANUFACTURING: I CND NELL’INDUSTRIA 2.0

Nell’epoca dell’Industria 2.0 si sente parlare sempre più spesso di Manifattura Additiva o, per citare anche il diffuso termine inglese, Additive Manufacturing.

L’Additive Manufacturing (AM) è una tecnica che permette la realizzazione di un prodotto grazie all’aggiunta di materiale.
Il materiale, per l’appunto, è costituito da polveri (anche metalliche) che vengono fuse a contatto con un laser creando differenti strati.
Questi strati, sovrapposti uno all’altro, risulteranno infine nel prodotto finito.

 

Dettaglio campione Additive Manufacturing

 

A differenza delle tecniche di produzione più tradizionali, nell’Additive Manufacturing non procediamo quindi per sottrazione di materiale, permettendo così di utilizzare quantità più controllate di materiale ed ottenere meno sprechi.

La tecnica della Manifattura Additiva è entrata nell’immaginario collettivo solo di recente, anche se in realtà si hanno esempi di produzioni tramite stampa 3D già dalla fine degli anni ’80.

Ai giorni d’oggi l’AM è sempre più al centro dell’attenzione, risultando un utile alleato per le produzioni automotive e non.
A ciò ovviamente consegue la necessità di effettuare Controlli non Distruttivi sulla produzione, per poter valutare la qualità del prodotto finito.

 

Quali sono quindi le tecniche di CnD migliori per la produzione in Additive Manufacturing?

Uno tra i metodi più efficaci è sicuramente l’analisi tramite Liquidi Penetranti (LP) , tecnica di controllo non distruttivo che permette di rilevare discontinuità superficiali più o meno profonde presenti sul campione.

 

Applicazione, sulla superficie pulita del campione in analisi, di un componente liquido con alta proprietà bagnante

 

Prima di procedere con l’analisi, tuttavia, è bene conoscere il campione da analizzare, in modo da poter sceglier con certezza il tipo di CnD da utilizzare.

Spesso infatti, nella produzione in Additive Manufacturing, si riscontra una rugosità superficiale normale, dovuta proprio alla tecnica di produzione ma che, se non tenuta in considerazione, rischia di rendere inutile qualsiasi tentativo di CnD.

Ecco quindi che ci ritroveremo a scegliere tra l’utilizzo di Liquidi Penetranti Fluorescenti e Liquidi Penetranti Visibili.

 

Applicazione del liquido sotto forma di spray, sul campione

 

Nel primo caso andremo necessariamente ad analizzare campioni con una superficie il più liscia possibile, in quanto l’elevata sensibilità dei liquidi risulterebbe in un sottofondo troppo elevato.
C’è da dire, tuttavia, che la possibilità di applicare uno sviluppatore in polvere permette l’analisi anche di geometrie più complesse, punto forte della produzione in Additive Manufacturing.

Al contrario, i Liquidi Penetranti Visibili risultano più maneggevoli anche sulle superfici più ruvide ma, per l’appunto, risultano meno sensibili.

 

Lavaggio ed asportazione del liquido in eccesso

 

Cosa fare quindi? La scelta migliore, in questi casi di indecisione, è rivolgersi ad un laboratorio prove specializzato ed accreditato, che sappia seguirti passo passo nella scelta delle tue analisi, fornendoti i tuoi risultati nel minor tempo possibile.

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2019-05-28T16:50:50+01:00 martedì, 28 Maggio , 2019|Controlli non distruttivi|