FOCUS CONTROLLI NON DISTRUTTIVI: IL METODO DEI LIQUIDI PENETRANTI



Marco, Tecnico di Laboratorio addetto ai CND, dice:

“Esistono processi produttivi importanti, come il trattamento termico di tempra o le rifiniture di rettifica, che sono propense a produrre difettosità superficiali, che costituiscono in genere la categoria di difetti più pericolosa, in quanto le sollecitazioni spesso agiscono proprio alla superficie dei componenti meccanici.”


 

Il metodo dei liquidi penetranti:

Quante volte quindi ti è capitato di produrre dei pezzi che ad un esame visivo sembravano perfetti ma che, in seguito alle normali sollecitazioni, hanno evidenziato difetti ormai impossibili da recuperare?
Hai mai pensato di sottoporre quella produzione ad un controllo più accurato per poter essere sicuri che fossero totalmente privi di discontinuità superficiali?
Il metodo che ti sto per raccontare, allora, è proprio quello di cui hai bisogno.

Uno dei metodi più efficaci per rilevare questo tipo di difettosità superficiali, infatti, sono sicuramente i Liquidi Penetranti.

La norma europea per i liquidi penetranti è la UNI EN ISO 3452:2013- “Esame con liquidi penetranti”, il cui scopo recita:

“[…] specifica un metodo di esame con liquidi penetranti volto ad accertare discontinuità quali cricche, sovrapposizioni, piegature, porosità e mancate fusioni che affiorano sulla superficie del materiale sottoposto a prova. L’esame è effettuato principalmente su materiali metallici, ma può essere eseguito anche su altri materiali, purchè siano inerti ai prodotti impiegati per l’indagine e non eccessivamente porosi.”

Cos’è il metodo PT:

Il metodo PT (Penetrant Testing) consiste nell’applicazione sulla superficie rigorosamente ed accuratamente pulita del campione in analisi di un componente liquido con alta proprietà bagnante.
Le proprietà di questo componente gli permettono di insinuarsi in discontinuità superficiali anche molto fini e non visibili ad occhio nudo.
Il campione può entrare in contatto del liquido sotto forma di spray o bagno totale: la scelta varia in base alla dimensione, forma e/o caratteristiche generali del pezzo da analizzare.

Dopo che la superficie è stata trattata con il liquido penetrante, si procede ad un lavaggio per asportare il liquido in eccesso e all’essiccazione.
L’essiccazione, a sua volta, può avvenire a temperatura ambiente, ma con tempi relativamente più lunghi, o in un forno a circolazione d’aria calda.
In seguito, il liquido residuo penetrato nelle discontinuità verrà fatto fuoriuscire tramite applicazione di un rivelatore, che renderà visibili delle indicazioni superficiali.

A questo punto, il tecnico di laboratorio specializzato di MotivexLab potrà procedere alla lettura dei risultati in condizioni di luce ottimale ed alla redazione di un report chiaro e dettagliato, privo di qualsiasi incomprensibile tecnicismo.

Se hai bisogno di un controllo PT e non vuoi aspettare giorni per il report, chiama lo 0119350716, o scrivi ad info@motivexlab.com: riceverai il rapporto di prova dei liquidi penetranti in 24 ore, o è gratis.

2019-05-07T10:52:15+02:00 martedì, 9 Aprile , 2019|Controlli non distruttivi|