FOCUS CONTROLLI NON DISTRUTTIVI: LA MAGNETOSCOPIA

La Magnetoscopia (o Particelle Magnetiche, MT) è un Controllo non Distruttivo utilizzato per individuare indicazioni sulla superficie (o subito sotto) di pezzi metallici.
Così come indica il nome, ovviamente, questo tipo di controllo può essere applicato solo ai materiali ferromagnetici.
Sono quindi esclusi tutti quei materiali che non sono magnetizzabili, come alluminio, rame, titanio (e altri) e relative leghe.

Come funziona la magnetoscopia?

Prima di tutto, il campione da analizzare viene magnetizzato. Il campo magnetico così creato sarà composto da un flusso soggetto a delle variazioni proprio nei punti in cui si trovano delle discontinuità.
Per poter osservare questi campi magnetici e le variazioni dovute ad eventuali difetti, comunque, sul campione vengono spruzzate delle soluzioni con polveri ferromagnetiche, che si andranno a concentrare in particolar modo proprio sulle discontinuità.

 

Applicazione campo magnetico su una molla, mediante banco di prova

 

Queste soluzioni, nello specifico, possono essere colorate o fluorescenti.
Per alcuni versi il controllo magnetoscopico può essere considerato simile al controllo con i Liquidi Penetranti (PT)

I tecnici di MotivexLab, Automotive Test Express, sono qualificati secondo UNI EN ISO 9712 e dispongono di un know-how ventennale dei materiali.
Occorre soprattutto essere particolarmente attenti, visto che spesso alcuni profili o lavorazioni del campione possono apparire come discontinuità, anche se non lo sono.

Il processo della magnetoscopia

Prima di ogni cosa i campioni da analizzare devono essere puliti, in modo che nulla possa andare ad influire sul risultato dell’analisi.
Successivamente, come anticipato prima, il campione viene magnetizzato grazie ad un passaggio di corrente.
Le particelle magnetiche sul campione sia prima che durante la magnetizzazione, in modo che possano disporsi correttamente sul campione.
Il metodo più comodo per l’applicazione delle particelle è ovviamente tramite bomboletta spray, ma esistono anche le applicazioni a secco e ad umido.

A questo punto, il campione lavorato e magnetizzato è pronto per essere osservato.

Se l’applicazione delle particelle magnetiche è stata effettuata tramite soluzione colorata, sarà possibile vedere il risultato anche alla luce naturale.

 

Controllo magnetoscopico mediante giogo a contrasto di colore, su saldature

 

Se invece si è utilizzata la soluzione fluorescente, occorrerà utilizzare una lampada UV (o Lampada di Wood).

 

Risultato controllo magnetico di un ingranaggio posizionato sotto la luce ultravioletta

 

Il Tecnico di Laboratorio dovrà prestare particolarmente attenzione a tutta la geometria del campione, in quanto spesso le discontinuità si nascondono in spigoli, angoli e, più in generale, dove le geometrie sono più complesse.

In quali casi non si può effettuare un controllo di magnetoscopia?

La Magnetoscopia ha anche dei limiti.
Questo tipo di analisi infatti non può essere effettuato su materiali non ferromagnetici, e può risultare inefficace nel caso in cui siano presenti strati di vernice o di materiale con natura non magnetica

Nei casi in cui il controllo magnetoscopico non sia fattibile, è possibile ricorrere alla Tomografia Industriale Computerizzata (CT), tecnica di controllo non distruttivo che permette la visualizzazione tridimensionale dell’interno e dell’esterno di campioni di qualsiasi materiale, fino a 500 kg e diametro fino a 1200×700 mm.

Quali sono le norme del metodo magnetoscopico?

Le più importanti sono sicuramente quelle internazionali, che descrivono nello specifico i metodi di prova, le apparecchiature e gli strumenti da utilizzare:

  • ASTM E 709 – Standard Guide for Magnetic Particle Testing;
  • ASTM E1444/E1444M – Standard Practice for Magnetic Particle Testing;
  • ISO 17638 – Controllo non distruttivo delle saldature – Controllo con particelle magnetiche;
  • ISO 9934-1 – Nondestructive testing – Magnetic particle testing – Part 1: General principles.

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2019-05-07T10:10:05+00:00 martedì, 30 aprile , 2019|Controlli non distruttivi|