CONTROLLI NON DISTRUTTIVI SULLE SALDATURE

Quali sono i principali CND controlli non distruttivi che si possono fare sulle saldature?

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Intanto fammi spiegare brevemente cosa sono i CND.

I controlli non distruttivi sono esami finalizzati al rilevamento e caratterizzazione di discontinuità nel particolare sotto esame, senza compromettere le proprietà fisiche e meccaniche dello stesso, a differenza delle prove distruttive, che come dice la parola stessa, prevedono che il campione per essere analizzato debba essere distrutto.

I CND quindi hanno come prima caratteristica il fatto di non comportare alterazioni del campione sotto esame.

Nelle foto qui sotto, riferita a un controllo dei punti di saldatura mediante ultrasuoni, puoi vedere come il  particolare in esame sia integro e non abbia bisogno di essere sezionato.

In questa foto invece puoi vedere un punto di saldatura analizzato al microscopio mediante prove distruttive. Puoi notare che il particolare analizzato è stato tagliato e ridotto a un campioncino inglobato per l’analisi microscopico e macroscopico delle saldature.

Come abbiamo visto la cosa che accomuna le varie prove non distruttive è la capacità di non alterare in alcun modo le caratteristiche chimiche e fisiche del particolare esaminato.

Uno dei campi nel quale i controlli non distruttivi vengono adottati è per il controllo delle saldature.

Tra i diversi metodi non distruttivi utilizzati per esaminare le saldature, bisogna distinguere tra i metodi volumetrici e quelli superficiali.

CND: METODI VOLUMETRICI PER IL CONTROLLO DELLE SALDATURE

I metodi volumetrici sono la Radiografia (RT) e gli Ultrasuoni (UT), che permettono di individuare discontinuità all’interno di tutto il volume del pezzo.

Radiografia RT: con il metodo radiologico è possibile ottenere un’immagine bidimensionale del particolare analizzato tramite l’uso di un fascio di raggi X. Tutto ciò varia in base alla densità e allo spessore del pezzo.

Ultrasuoni UT: prevede l’utilizzo di uno strumento accoppiato da un cavo ed una sonda specifica, permette di identificare discontinuità all’interno del materiale e di valutarne le dimensioni e il posizionamento.

CND: METODI SUPERFICIALI E SUB SUPERFICIALI PER IL CONTROLLO DELLE SALDATURE

Tra i controlli che permettono l’identificazione di difetti affioranti in superficie ci sono i liquidi penetranti (PT) e il metodo visivo (VT), mentre la magnetoscopia (MT) permette inoltre di vedere discontinuità sub-superficiali.

Liquidi penetranti PT: questo metodo ha come scopo l’identificazione del difetto tramite il contrasto di colore ottenuto dall’applicazione di un liquido che ha come caratteristica la capillarità e uno spray rilevatore. La superficie dovrà essere ben pulita per permettere al liquido di penetrare negli eventuali difetti. La tecnica è applicabile ai materiali solidi non assorbenti.

Esame visivo VT: si tratta dell’esame eseguito da un operatore esperto in difettologia del componente in questione. La tecnica consiste nell’osservare gli oggetti da verificare a vista con un’adeguata illuminazione. Può avvenire ad occhio nudo o con l’utilizzo di apposite lenti o strumenti quali microendoscopio. La normativa principalmente utilizzata è la UNI EN ISO 5817:2014.

Magnetoscopia MT: può essere utilizzata solo su materiali ferromagnetici, consiste nella magnetizzazione del pezzo creando così un campo magnetico intorno ad esso. Eventuali discontinuità verranno identificate a causa della variazione del campo evidenziata da apposite polveri (fluorescenti o a contrasto di colore). La tecnica, tuttavia, essendo limitata ai materiali ferromagnetici, può rilevare solamente discontinuità superficiali o sub-superficiali.

Fondamentale per la gran parte dei metodi elencati è una pulizia adeguata della saldatura e della zona adiacente. Nel caso di cattiva pulizia della saldatura si otterrebbero delle indicazioni erronee che comprometterebbero l’intero esame.

Eventuali discontinuità nella saldatura sono da tenere in seria considerazione, sia che si trovino all’interno o adiacenti alla saldatura, in base alla loro dimensione e posizione possono rendere pericoloso l’utilizzo della stessa.

L’ispezione è fondamentale per definire se essa sia adatta oppure no alla sua applicazione prevista. I criteri di accettabilità delle discontinuità in saldatura sono definiti da normative apposite in base al particolare in questione. Talvolta, qualora gli esiti dei CND siano non univoci, è necessario ricorrere ai controlli distruttivi compromettendo però l’integrità del particolare ispezionato.

SCELTA DEI CND IN FUNZIONE DEL TIPO DI SALDATURA

Le tipologie di saldatura possibili sono varie: testa a testa, a T o ad angolo.

In base al tipo di saldatura si scelgono i metodi non distruttivi adatti all’esame.

DIFETTI DELLE SALDATURE

I difetti riscontrabili nelle saldature sono svariati e possono essere suddivisi in gruppi.

Tra i difetti di profilo possiamo trovare incisioni marginali o al vertice, insellamenti, slivellamenti, concavità.

Cricche, incollature, porosità, inclusioni di scoria o gas, cavità, mancanza di penetrazione al vertice/cuore o mancanza di fusione invece sono discontinuità rilevabili all’interno della saldatura.

Ogni tipologia di controllo permette di identificare e valutare diversi tipi di difetti, quindi è necessario tener conto della possibilità di utilizzarne vari sulla stessa saldatura per avere certezza che le saldature siano accettabili e conformi rispetto alle prescrizioni.

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Gianbattista Botassi

 

2019-02-04T16:19:05+00:00 lunedì, 17 dicembre , 2018|Controlli non distruttivi, Controllo saldature, varie|

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