Magnetoscopia (MT) 2018-10-26T15:48:36+00:00

Magnetoscopia (MT)

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Cos’è il controllo non distruttivo mediante metodo magnetoscopico

Il controllo magnetoscopico è un tipo di controllo non distruttivo che ha lo scopo di controllare l’integrità del campione in analisi e di rilevare eventuali difetti superficiali o subsuperfciali (cioè appena sotto la superficie). Questa metodologia di prova si può applicare solo ai materiali ferromagnetici. Quindi sono esclusi dal controllo l’alluminio e le sue leghe, il rame e le sue leghe, il titanio e le sue leghe, le leghe di magnesio e gli acciai inossidabili austenitici. La teoria di questo metodo si basa sul fatto che quando il campione da analizzare viene magnetizzato, le discontinuità che si trovano in senso trasversale rispetto al campo magnetico determinano una deviazione delle linee di flusso del campo magnetico stesso. Se il difetto è situato in superficie, alcune di queste linee di flusso vengono disperse oltre la superficie del campione. Per osservare queste discontinuità si spruzzano sul campione delle soluzioni con polveri ferromagnetiche le quali si concentreranno sul difetto generando un profilo della discontinuità. Da questo profilo si può risalire alla posizione, forma e dimensione del difetto. Le soluzioni da utilizzare per rilevare le difettosità possono essere fluorescenti oppure colorate.
Il tecnico che esegue la prova, oltre ad essere qualificato e certificato secondo la norma UNI EN ISO 9712, deve anche possedere molta esperienza per rilevare le discontinuità. Infatti alcuni profili o lavorazioni del campione sottoposto alla prova possono sembrare delle discontinuità mentre invece non lo sono.

Come si svolge il controllo megnetoscopico

Grazie al principio per cui il campo magnetico attraversa un particolare ferromagnetico possiamo andare a rilevare eventuali discontinuità o difettosità che si trovano sulla superficie del campione. La metodologia di prova è molto simile al controllo non distruttivo mediante liquidi penetranti, per cui avremo tutta una serie di passaggi da seguire per eseguire il controllo.

PREPARAZIONE DELLA SUPERFICIE PER LA MAGNETOSCOPIA. Le superfici del campione da analizzare devono essere pulite ed asciutte. Non devono presentare polvere, scorie, spruzzi di saldatura, olio, grasso o qualsiasi altra cosa che possa compromettere il controllo. Per effettuare questa operazione si possono utilizzare solventi o sgrassatori, spazzole e carta. Una volta che il campione è pulito ed asciutto si può passare alla fase successiva.

APPLICAZIONE DELLE PARTICELLE MAGNETICHE. In questa fase del processo l’applicazione delle particelle deve essere eseguita prima e durante il passaggio di corrente nel campione. In questo modo le particelle magnetiche si dispongono lungo le linee di flusso e rilevano eventuali difettosità. Esistono tre tipi di applicazione delle particelle magnetiche: a secco, a umido e con le bombolette spray. Il metodo con le bombolette spray è sicuramente il più diffuso in quanto molto rapido e pratico e all’interno delle bombolette le particelle magnetiche sono già pronte all’uso. Dopo aver applicato le particelle magnetiche con uno dei metodi indicati e aver magnetizzato il campione si può procedere alla fase di ispezione.

ISPEZIONE. La fase dell’ispezione deve essere eseguita sulla base della tipologia di soluzione di particelle magnetiche utilizzate. Se si utilizza una soluzione colorata allora è possibile fare l’ispezione alla luce, mentre se si utilizza una soluzione fluorescente bisogna utilizzare una lampada UV (chiamata anche lampada di Wood). Si va a controllare l’intera superficie del campione da analizzare prestando massima attenzione alla geometria del campione. Infatti in alcuni casi si possono identificare delle discontinuità nei pressi di spigoli, angoli e cambi di direzione in genere.
Questo tipo di controllo ha però dei limiti di applicabilità:
– Può essere eseguito solo su materiali ferromagnetici
– Sottili film di vernice o strati di natura non magnetica possono ridurre sensibilmente la fattibilità della prova o in alcuni casi addirittura non è possibile effettuare il controllo
– Al termine della prova occorre sempre smagnetizzare i campioni e pulirli per eliminare i residui di polvere o di soluzione utilizzata per il test
– Il campo magnetico deve essere disposto in direzione che rilevi la discontinuità con un’angolatura appropriata. In alcuni casi bisogna effettuare più magnetizzazioni con orientamenti diversi.

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Le normative per il controllo non distruttivo mediante metodo magnetoscopico

Le norme più importanti per il controllo non distruttivo mediante magnetoscopia sono quelle internazionali come le ISO o le ASTM.
ISO 9934-1 – Non-destructive testing – Mgnetic particle testing – Part 1: General principles,
ASTM E1444/E1444M – Standard Practice for Magnetic Particle Testing,
ASTM E709 – Standard Guide for Magnetic Particle Testing oppure la norma
ISO 17638 – Controllo non distruttivo delle saldature – Controllo con particelle magnetiche.
Oltre a queste normative che sono dei veri e propri metodi di prova, in quanto descrivono in modo specifico ed approfondito le modalità di esame, le apparecchiature o strumenti da utilizzare e altro, esistono anche una serie di norme per valutare i risultati del controllo non distruttivo mediante metodo magnetoscopico. Possiamo trovare ad esempio la norma
ISO 23278 – Controllo non distruttivo delle saldature – Controllo con particelle magnetiche delle saldature – Livelli di accettabilità.
Si possono trovare anche normative che definiscono le metodologie di analisi, i requisiti e le attrezzature da utilizzare per effettuare il controllo mediante magnetoscopia per un particolare tipo di prodotto.
Ad esempio la norma
UNI EN 10228-1 – Prove non distruttive dei fucinati di acciaio – Controllo magnetoscopico

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