In queste giornate autunnali sembra strano parlare di invecchiamenti accelerati alla luce solare su componenti automotive e aerospace, ma in laboratorio abbiamo la possibilità di testare tutto l’anno i danni che i materiali subiranno a causa dell’esposizione all’esterno. Anche in situazioni estreme, con cicli di sole pioggia e sbalzi di temperatura e umidità.
Tutto ciò grazie alle camere di nebbia salina, le camere di cicli combinati (Cycling corrosion, Scab indoor), le camere climatiche con range di temperatura fino a -70°C, gli xeno test e gli UV tester.
Oggi voglio approfondire le funzionalità degli UV tester.
Questi ultimi, utilizzano lampade fluorescenti UVA 340 che forniscono una simulazione della luce del sole a lunghezze d’onda corte. Quando un materiale esposto all’esterno subisce un fotodegradamento, la causa è da imputare alla luce UV. La stessa luce che viene simulata nel corso dei test UV.
Caratteristiche delle lampade UVA 340
Le lampade UVA-340 permettono la simulazione delle lunghezze d’onda corte della luce solare nel range compreso tra i 365 nm e i 295 nm. Queste onde permettono di riprodurre in atmosfera artificiale i danni causati dalla luce solare, causando degradazione polimerica di superfici e rivestimenti.
Grazie a un particolare sistema di controllo, è possibile mantenere costante per tutta la durata dell’UV test l’intensità della luce a cui vengono esposti i componenti di produzione automotive e aerospace. Ma non solo. Si può addirittura raggiungere un valore di irraggiamento più elevato di quasi il doppio rispetto al naturale valore della luce solare naturale che si può raggiungere all’Equatore d’estate a mezzogiorno.
UV condenser
I materiali che tradizionalmente si sottopongono all’UV test sono i materiali polimerici, i rivestimenti verniciati, pelletteria, legno, gomma, materiale tessile, in generale oggetti o componentistica automotive e aerospace che devono mantenere standard estetici e funzionali nel tempo.
Sempre all’interno dell’UV tester, questi campioni possono anche essere sottoposti a cicli di umidità oltre che ai raggi UV. La condensazione di umidità permette di riprodurre gli effetti dell’umidità in ambiente esterno. Per ottenere risultati realistici è presente all’interno della macchina un dispositivo di condensazione che riproduce gli effetti della rugiada, la vera responsabile dell’aggressione di materiali e superfici in molti casi.
Quando i materiali sono esposti a condizioni atmosferiche specifiche per cui rimangono bagnati per più di 12 ore al giorno la causa spesso non è la pioggia, ma la rugiada.
Per simulare questo elemento, l’UV tester è dotato di una vasca d’acqua pura che viene riscaldata per creare vapore. Quest’ultimo riesce a mantenere tutta la camera ad una umidità pari al 100%.
I campioni vengono posizionati sulla parete della camera. Visto che una parte del campione viene esposta verso l’esterno a temperatura ambiente, mentre l’altra parte viene esposta verso l’interno più caldo della camera, la superficie del campione è sottoposta a una differenza di temperatura. Questa variazione di temperatura permette una continua e costante condensazione dell’acqua sulla superficie dei materiali da analizzare.
Come devi fornire i campioni per i test UV?
Come prima cosa ti consiglio di telefonare subito allo 0119370516 o a scrivere a laboratorio@motivexlab.com per toglierti ogni dubbio sulla fattibilità dei test UV sui tuoi campioni.
In generale le attrezzature presenti in MotivexLab permettono di testare all’invecchiamento ai raggi UV sia campioni piani con misure standard 75 mm x 150 mm con spessori massimi di 20 mm, sia oggetti interi per un ingombro di circa una scatola di scarpe. L’UV tester dispone infatti di un cassetto porta oggetti che può ospitare oggetti che non possono essere tagliati o manomessi.
Quali sono le principali normative per i test UV?
Le norme che prescrivono le condizioni per eseguire i test UV sono davvero tante.
Ne puoi vedere una carrellata qui.
Una delle principali è la norma ASTM G154: “Pratica per il funzionamento di apparecchiature con luce a fluorescenza per l’esposizione ai raggi UV dei materiali non metallici – Practice for Operating Fluorescent Light Apparatus for UV Exposure of Nonmetallic Materials”
Questo standard descrive i principi fondamentali e le procedure operative per l’utilizzo di luce fluorescente ai raggi UV, e sistemi che utilizzano acqua destinati a riprodurre l’invecchiamento accelerato che si verifica quando i materiali sono esposti alla luce solare (diretta o attraverso il vetro della finestra) e all’umidità sotto forma di pioggia o rugiada in effettivo utilizzo.
Vuoi saperne di più sugli invecchiamenti accelerati in camera UV? Telefona allo 0119370516 o scrivi a laboratorio@motivexlab.com
Potrai far partire i tuoi test UV entro 24 ore dal ricevimento dei campioni in laboratorio.
Spero di incontrarti presto.

Elisabetta Ruffino




