Prima di Galileo, del metodo scientifico e dello sviluppo di strumenti per l’osservazione dello spazio e la misurazione del tempo, il pressappoco era sufficiente.
Ho già parlato la settimana scorsa di come la tecnologia abbia impiegato molti secoli prima di diventare ciò che conosciamo oggi.
La base delle osservazioni che ho piacere di condividere con te, deriva dalla lettura di un testo molto interessante di Alexander Koyré “Dal mondo del pressappoco all’universo della precisione”.

Un’analisi sulla storia della tecnologia mi è stata suggerita in occasione del recente shopping che abbiamo fatto in Motivexlab.
Mi riferisco all’acquisto di un nuovo durometro universale predisposto a misurare la durezza nelle seguenti scale:
- Rockwell secondo la norma ISO 6508, con le scale HRA, HRB, HRC, HRD, HRF e durezze Rockwell superficiali HR15N, HR30N E HR45N per rivestimenti di spessore > 0,2 mm.
- Vickers secondo la norma ISO 6507, con carico variabile a seconda dello spessore da analizzare
- Brinell secondo la norma ISO 6506, con carico variabile e penetratore intercambiabile per adattarsi ad acciai, ghise, leghe di alluminio e leghe di rame.

Il durometro universale AXIOTEK XM3000
e di una fresa che permette di eseguire lavorazioni per ottenere provette su cui eseguire test meccanici per i materiali automotive, come lamiere in acciaio o fusioni in alluminio secondo le principali norme internazionali: UNI EN ISO 6892-1 e ASTM E8 per le provette per prova di trazione; UNI EN ISO 148-1 e ASTM E23 per provette per prove di resilienza Charpy.

La nuova fresa ITAMA FVO60E acquisita da MotivexLab
Tecnologie al servizio della consegna in 24 ore dei test report.
Ma torniamo al saggio di Koyré.
Secondo lo storico russo, la scienza greca non ha potuto sviluppare la tecnologia perché non ha elaborato una fisica. E perché non l’ha elaborata? Perché non ha voluto farlo, pensando che fosse impossibile.
Ecco cosa scrive Koyré:
“In effetti, fare della fisica nel nostro senso del termine – non nel senso che Aristotele dava a questo vocabolo – vuol dire applicare al reale le nozioni rigide, esatte e precise della matematica e, in primo luogo, della geometria. Impresa paradossale, se mai ve ne furono, poiché la realtà, quella della vita quotidiana in mezzo alla quale viviamo e stiamo, non è matematica. E neppure matematizzabile. Essa è il dominio del movente, dell’impreciso, del “più o meno”, del “pressappoco”. (…) fra la matematica e la realtà c’è un abisso. Ne risulta che volere applicare la matematica allo studio della natura è commettere un errore e un controsenso. Nella natura non ci sono cerchi, ellissi, linee rette. E’ridicolo voler misurare con esattezza un essere naturale: il cavallo è senza dubbio più grande del cane e più piccolo dell’elefante. ma né il cane, né il cavallo, né l’elefante hanno dimensioni strettamente e rigidamente determinate: c’è dovunque un margine di imprecisione, di “giuoco”, di “più o meno”, di “pressappoco”.”
Questo è i pensieri dei greci, ci dice Koyré:
“Queste sono idee (o atteggiamenti) cui il pensiero greco è rimasto ostinatamente fedele, quali che fossero le filosofie dalle quali le deduceva; esso non ha ma voluto ammettere che l’esattezza possa essere di questo mondo.”
Solo i cieli potevano essere perfetti. E finché Galileo “non abolì il cielo”, come scrive mirabilmente Bertolt Brecht, non potè farsi avanti il metodo scientifico e lo sviluppo degli strumenti di misura.
E ancora osserva Koyré:
“E’ curioso: duemila anni prima Pitagora aveva proclamato che il numero è l’essenza stessa delle cose, e la Bibbia aveva insegnato che Dio aveva fondato il mondo sopra “il numero, il peso, la misura”. Tutti l’hanno ripetuto, nessuno l’ha creduto. Per lo meno, nessuno fino a Galileo l’ha preso sul serio.”
Anche noi in MotivexLab l’abbiamo preso sul serio e tutte le procedure di prova, gli strumenti utilizzati, le preparazioni dei campioni per i test, prevedono sistemi di misura precisi. In laboratorio si lavora con truschini digitali che permettono la tracciatura delle provette per la prova di trazione, calibri, micrometri oggetto, campioni di riferimento, bilance digitali, pluviometri, luxometri, termometri, oltre ai microscopi, il SEM EDS, i durometri, le celle di carico, le camere climatiche, xenotest e nebbia salina, i tubi radiogeni, la tomografia industriale.
Centinaia di strumenti, tenuti sotto controllo con tarature periodiche e verifiche all’uso, che ci permettono di garantirti la qualità dei risultati di prova.
Il mondo del “pressappoco” non ci appartiene. Non solo per la misura delle grandezze coinvolte nei test che seguiamo presso i nostri laboratori.
Ma anche per il tempo.
Da noi non riceverai i report “al più presto”, “appena possibile” o magari al “terzo sollecito”.
MotivexLab consegna i report in 24 ore sulla tua scrivania.
Leggi qui le testimonianze di chi si affida a MotivexLab.