Scopri i vantaggi del controllo delle saldature mediante ultrasuoni con Krautkramer G.E. Spotchecker

Motivexlab Monday againIl lunedì mattina è un giorno importante al MotivexLab.
Ci ritroviamo tutti e finalmente possiamo raccontarci come vanno le cose, anche con i colleghi che solitamente in settimana lavorano presso i clienti.

Stamattina per esempio ho rivisto Beppe, non lo conosci, ma nel caso avessi bisogno di controllare i punti di saldatura con ultrasuoni secondo i principali capitolati delle case automobilistiche, un salto da te in azienda lo farebbe di sicuro, col suo KRAUTKRAMER G.E. SPOTCHECKER.

E grazie alla sua consulenza saresti in grado di programmare un controllo non distruttivo sulle saldature.
Nell’attesa di fartelo conoscere, ho pensato di introdurre il discorso ultrasuoni, e oltre ad acquisire le nozioni base su questa tecnica, se continui a leggere, alla fine, potrai ascoltare la testimonianza di chi come te aveva bisogno di mettere a punto un sistema per il controllo 100% del proprio processo di saldatura.

In questo articolo voglio  spiegarti in parole semplici questa tecnica di controllo non distruttivo molto utilizzata in ambito industriale, facendo una breve introduzione sui concetti teorici di base e illustrando poi dal punto di vista pratico le prove che io e i miei colleghi eseguiamo in laboratorio, le apparecchiature utilizzate, in modo che anche tu possa capire il vantaggio che ti offre un controllo con ultrasuoni in fase di produzione.

La teoria delle onde ultrasonore è complessa, tuttavia i concetti fondamentali sono intuitivi e sufficienti per capire i fenomeni fisici che ne stanno alla base.
Fondamentalmente, tutti i materiali (tra cui l’acciaio) si deformano quando vengono sollecitati da un’azione esterna, poiché un certo numero di particelle del materiale si sposta dalla sua condizione di equilibrio. Le vibrazioni si trasmettono quindi alle particelle degli strati adiacenti, le quali entrano a loro volta in oscillazione.
In questo modo la sollecitazione iniziale, applicata in un solo punto del materiale, si propaga attraverso tutta la sua sezione. Semplificando al massimo, si può pensare come esempio ad una corda tesa, fissata ad una estremità e dall’altra libera.

Se applichiamo con la mano un’oscillazione dalla parte libera, un’onda si propagherà lungo tutta la lunghezza della corda.
A questo punto basta immaginare il concetto a livelli microscopici, ed ecco che la vibrazione meccanica della corda (unidimensionale) si trasforma in onde ultrasonore che attraversano il materiale (tridimensionali).
Gli ultrasuoni attraversano quindi il materiale analizzato, vengono riflessi dalle superficie o dalle discontinuità incontrate e generano degli “echi” di risposta che tornano verso la fonte e ci permettono di ricostruire le informazioni interne del materiale analizzato.

Quali sono gli strumenti utilizzati?
In generale, la strumentazione utilizzata per il controllo ultrasonoro è costituita da una sonda collegata ad un computer portatile, la quale viene appoggiata e manovrata con la mano sulla superficie del materiale. La sonda è detta in termine tecnico trasduttore ed è proprio l’elemento fondamentale di tutta l’apparecchiatura.
Essa infatti è in grado sia di emettere gli ultrasuoni che attraversano il materiale, sia di ricevere gli ultrasuoni riflessi (echi) inviandoli infine al computer per l’elaborazione.
Quest’ultimo, mediante un software, mostra a video i risultati degli echi registrati, visibili come una serie di picchi ripetuti e progressivamente attenuati dalle interazioni delle onde con il materiale.

 

In particolare, MotivexLab™ esegue controlli non distruttivi (CND) mediante ultrasuoni delle saldature con KRAUTKRAMER G.E. SPOTCHECKER, conforme ai principali capitolati automotive.

Tale controllo viene eseguito dal personale qualificato CND UT 2 livello secondo EN ISO 9712, che ha sostituito la norma EN 473 (Qualificazione e certificazione del personale addetto alle prove non distruttive).

Beppe e gli altri colleghi addetti ai controlli non distruttivi delle saldature mediante ultrasuoni, sono equipaggiati con KRAUTKRAMER G.E. SPOTCHECKER, operano in conformità ai principali capitolati del settore automotive, tra cui la norma FIAT 0.00029, per il controllo dei punti di saldatura elettrica a sovrapposizione.

Lo SPOTCHECKER si caratterizza per l’utilizzo della tecnica eco riflesso e le seguenti caratteristiche:

– campo di frequenza supportato di almeno 20 MHz;
– congelamento automatico dell’immagine quando le soglie impostate vengono raggiunte;
– valutazione automatica del punto di saldatura: punto buono, saldatura fredda, punto incollato, nocciolo    piccolo, punto non saldato, punto bruciato;
– salvataggio degli ecogrammi e relativi parametri;
– database interno con assegnazione dell’appartenenza dei punti di saldatura:
gruppo, sottogruppo, componente, punto di saldatura ciascuno con i corrispondenti parametri ultrasonici;
– report dettagliati con funzione statistica.

Beppe e i colleghi tecnici addetti ai CND, operano sia in sede, sia presso i clienti che necessitano di controlli dei punti di saldatura in fase di controllo di produzione.

 

Ecco cosa pensa un nostro cliente del servizio che offriamo:

In fase di messa a punto dei parametri del processo di saldatura, mettiamo a disposizione la nostra esperienza per fornire valido supporto per ottimizzare il processo, in base alle evidenze delle prove distruttive eseguite sulle saldature.
In particolare nel caso di punti di saldatura elettrica, l’esame microscopico e macroscopico delle saldature secondo la norma UNI EN ISO 17639, sarà eseguito in aggiunta alla misurazione del diametro del nocciolo della saldatura dopo la sbottonatura manuale del campione saldato (per esempio secondo il capitolato FIAT 9.50171 – Saldatura elettrica per resistenza a sovrapposizione).

Io corro al microscopio, ma se hai bisogno di Beppe e della sua squadra e vuoi saperne di più, telefona allo 011 93 70 516 oppure compila il modulo in fondo alla pagina.

 

By | 2017-05-18T11:12:25+00:00 febbraio 9th, 2015|Controlli non distruttivi|0 Commenti

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