AUDIT ACCREDIA 17025: OGGI SI VALUTA LA COMPETENZA E L’IMPARZIALITA’ DI MOTIVEXLAB

Oggi è un giorno importante in MotivexLab: inizia l’audit Accredia secondo ISO/IEC 17025.

Il laboratorio prove accreditato  dal 2006, sarà sottoposto per il dodicesimo anno consecutivo alla visita ispettiva degli ispettori dell’ente italiano di accreditamento, per verificare il mantenimento dei requisiti di competenza e imparzialità dettati dalle prescrizioni ACCREDIA e dalla norma ISO/IEC 17025.

Per me, nonostante siano passati 12 anni dal primo accreditamento, l’emozione resta sempre alta.

Ricordo come fosse ieri il giorno del mio primo accreditamento.

L’ho raccontato anche nel libro di MotivexLab, Tutto e Subito, che ho scritto insieme a Paolo Pollacino, e che racconta la nostra storia professionale e personale, e soprattutto il come e il perché MotivexLab è l’unico laboratorio prove distruttive e CND con la garanzia di consegna dei report in 24 ore.

Ecco qui il mio racconto, estratto da Tutto e Subito:

… Provenendo da un mondo dove non esistono scuse per i ritardi e i ritardi semplicemente non esistono, avrei impiegato i successivi 10 anni di lavoro a testa bassa e lo studio e la supervisione di oltre 50 mila analisi e relativi report, per perfezionare un sistema, questo, che oggi permette ai miei clienti di ricevere i report entro 24 ore, con la Garanzia Consegnato o Rimborsato.

In quegli anni non eravamo ancora in grado di fornire la garanzia che offriamo oggi per cui, se il cliente non riceve i report sulla sua scrivania entro 24 ore, gli restituiamo i soldi delle prove; però sapevamo perfettamente che dovevamo strutturarci per dare la sicurezza della qualità dei risultati di prova.

Dovevamo creare un sistema blindato, attraverso il quale i clienti potessero affidare a noi con sicurezza gli esami dei loro campioni.

Fu così che Paolo riprese in mano l’idea di accreditare il laboratorio Sinal, idea che aveva cercato di realizzare senza successo con il Collaboratore Infedele.

E così, dato ossigeno alla cassa grazie all’ingresso del socio e all’acquisizione di nuovi clienti, decidemmo subito di richiedere l’accreditamento Sinal e di portare a termine la creazione del sistema qualità secondo ISO 17025, la norma che detta i requisiti per la competenza e l’imparzialità dei laboratori di prova.

Il Sinal oggi non esiste più: qualche anno fa è confluito in Accredia, l’Ente Italiano di Accreditamento, l’unico organismo nazionale autorizzato dallo Stato a svolgere quel tipo di attività.

Dare un sistema riconosciuto a livello internazionale è stata la medicina per far uscire dalla rianimazione il laboratorio.

Un sistema qualità infatti ti permette di controllare la crescita e dare garanzia ai clienti sulla qualità dei risultati di prova. Per noi è stato lo strumento che ci ha permesso di salvare l’azienda.

Non abbiamo mai usato l’accreditamento come specchietto per le allodole, come fanno ancora oggi molti nostri concorrenti.

Noi abbiamo riconosciuto la validità di un sistema qualità e non lo abbiamo subìto come un costo inutile ma necessario.

Abbiamo voluto che l’accreditamento fosse una guida e un metodo di lavoro interno, e una garanzia per i nostri clienti.

L’avventura dell’accreditamento cominciò con un corso sulla norma ISO IEC 17025, training che coinvolse l’intero team di lavoro fin da subito.

Il personale, tranne Tamara, era tutto di nuova assunzione; qualcuno aveva già fatto dei corsi sul sistema di gestione qualità, ma l’impressione di tutti fu proprio di essere su un altro pianeta.

La consulente che tenne il corso, e che poi ci seguì per tutto l’iter di accreditamento e per alcuni anni successivi, viveva il suo mestiere come una missione, non come un modo per sbarcare il lunario. Ciò che fece fu trasmettere a tutto il gruppo di lavoro la passione per ciò che normalmente viene vissuto nelle aziende come una perdita di tempo e di soldi.

Anche questo periodo non fu affatto facile: avevamo un appuntamento a settimana, una programmazione molto serrata, e la consulente non era la tipa che accetta scuse o ritardi. Bisognava procedere come diceva lei, scrivere il manuale qualità e le procedure di garanzia della qualità, creare tutta la modulistica per la gestione delle attività di sistema e poi tutta la parte riguardante gli aspetti tecnici e di esecuzione delle prove.

Fu una grande scuola, e il fatto di avere tutto personale di nuova assunzione, senza grosse esperienze precedenti, ci diede l’opportunità di lavorare fin da subito con un metodo controllato e sottoposto annualmente a verifica da parte degli ispettori dell’ente di accreditamento.

Acquistammo un software per la gestione dei campioni sottoposti ad analisi: dall’accettazione all’emissione del rapporto di prova.

Per Tamara non fu facile passare dal ritagliare le fotografie fatte con la Polaroid e incollarle sui test report a un sistema completamente informatizzato.

Il metodo di lavoro imposto dalla norma per l’accreditamento dei laboratori di prova divenne il nostro normale metodo di lavoro, perché eravamo tutti nuovi e nessuno aveva mai lavorato secondo metodi diversi.

Questo, anni dopo, ci permise di inserire la garanzia sulle 24 ore, con la sicurezza che una garanzia reale, che non sia solo una trovata di marketing, richiede.

Il mio ruolo in quegli anni era di Responsabile Qualità del laboratorio e, con l’aiuto della consulente, preparai il mio team per un anno, prima di richiedere la visita di accreditamento del Sinal.

Avevamo fatto le prove generali molte volte con verifiche ispettive interne, ma quella mattina di dicembre 2006, quando si presentarono i due ispettori Sinal, l’emozione era tangibile. Divise nuove, tutto tirato a lucido, documenti pronti. In pochi erano riusciti a dormire, quella notte: ottenere l’accreditamento Sinal, per un piccolo laboratorio come il nostro, dopo quei mesi difficili che ci eravamo appena lasciati alle spalle, era un traguardo importante.

E non potevamo non centrare l’obiettivo.

La visita si svolse come ogni visita ispettiva dovrebbe svolgersi, con uno scambio professionale di altissimo livello. Imparai di più in quelle due giornate di audit sulla qualità e sul modo di implementarla nel nostro laboratorio, cercando il giusto equilibrio tra struttura interna, esigenze dei clienti e requisiti normativi, che in tutte le ore di consulenza fatte durante l’anno. Questo naturalmente senza nulla togliere alla nostra consulente – anzi, senza di lei, il suo rigore e la sua passione, quella visita non si sarebbe svolta nella stessa maniera, ma si sarebbe risolta come una fastidiosa ispezione che ruba tempo alle normali attività lavorative.

Quei due ispettori, che poi ci seguirono per i quattro anni successivi, furono veramente manna dal cielo; i loro consigli, i loro insegnamenti e le loro bacchettate ci aiutarono a darci un metodo di lavoro sicuro e snello, e a strutturarci per crescere, nel rispetto dei requisiti normativi.

Furono 2 giorni molto intensi; essendo noi al primo accreditamento, ogni procedura, ogni funzione, ogni macchinario fu sottoposto ad attento esame, e il risultato fu un successo.

Pollacino ricevette in privato, durante il pranzo, dei complimenti speciali per il team che era riuscito a mettere insieme.

Ne fu molto orgoglioso. Un raggio di sole, dopo tutti quei mesi bui.

Ci portò tutti a festeggiare.

Quella sera, dopo i brindisi, rientrai in laboratorio da sola.

Le luci erano spente, i microscopi erano nascosti sotto i teli di protezione.

Mi venne da piangere.

Un misto di felicità e orgoglio.

Sapevo che quello, dopo tante difficoltà, era il primo tassello per andare a offrire qualcosa di veramente buono per i clienti, per fare in modo che la mia promessa a Paolo fosse vera.

Mai più clienti ingannati o insoddisfatti perché non abbiamo fatto il meglio di quanto possiamo fare, mai più clienti che escono dal laboratorio sbattendo la porta e cancellandoci dal loro albo fornitori.

Da lì a qualche anno avremmo addirittura iniziato a pubblicare le testimonianze dei nostri clienti soddisfatti e ad offrire la garanzia a livello contrattuale.

Mi emoziono ogni volta che rileggo queste pagine.

La sfida quest’anno, tra le altre, è l’accreditamento dello xeno test secondo

SAE J2412 : invecchiamento accelerato di materiali interni di automobili mediante radiazione arco-xenon

Lo scorso anno abbiamo centrato l’obiettivo e abbiamo accreditato la ISO 16232 per le prove di pulizia  e per i test di contaminazione (Cleanliness test).

Non so se lo sai, ma essere accreditati ISO 17025 è uno dei requisiti che rendono MotivexLab un laboratorio prove conforme secondo IATF 16949.

Ora ti saluto perché stanno arrivando gli ispettori!

Appena finito, ti racconterò come è andata.

A presto,

P.S. Il libro Tutto e Subito, lo trovi su www.ilsalvagente.it o su www.amazon.it     

Elisabetta Ruffino

2018-10-15T11:30:06+00:00 mercoledì, 10 ottobre , 2018|Laboratorio accreditato|

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