In questi giorni sto leggendo un libro molto interessante di Sergio Casella, edito da Tecniche Nuove: “Vincere la paura in azienda. Perché nelle organizzazioni di successo le cose accadono.”

Per darti un’idea generale dei temi trattati nel libro riporto qui di seguito il testo della quarta di copertina:
Nonostante si taccia la parola “paura”, è innegabile che il sentimento viva nei processi aziendali e che abbia la forza di fermare i lavori, generando conflitti e insuccessi. L’autore afferma che la paura in azienda è silenziosamente presente, ed è possibile misurarla attraverso i suoi segnali: riunioni inconcludenti, procedimenti eccessivamente burocratizzati, il nascondersi dietro luoghi comuni come “ho sempre fatto così, non mi compete…”.
Al contrario, le aziende dove il livello di paura è basso, o comunque controllato, sono organizzazioni di successo. Quindi occorre comprenderla, riconoscerla, modularla per trasformarla in paura positiva, in quella spinta che permette che le cose accadano.
Tutte le storie di successo, se lette nella giusta ottica, ci confermano questa tesi.
Sergio Casella, autore di “La morale aziendale”, mostra nel libro i modelli organizzativi e i comportamenti che un leader e il management di una azienda dovrebbero adottare per fare sì che il livello di coinvolgimento e responsabilizzazione del personale cresca trasformando la paura da elemento negativo e immobilizzante, a una forte fonte di motivazione e accettazione delle sfide.
Non ho ancora finito la lettura, ma un concetto espresso dall’autore come antidoto alla paura aziendale è molto vicino al mio pensiero: la paura si cura con la cura.
Un gioco di parole che nasconde una grande verità: di fronte alla paura possiamo reagire scappando o lottando. La fuga, in azienda, può implicare il sottrarsi alle proprie responsabilità, trovare colpevoli, alibi, nascondersi dietro a procedure burocratiche inutili. La lotta invece presuppone l’accettare la sfida del cambiamento per esempio, aggiornarsi, migliorare le proprie competenze.
Secondo l’autore, un fattore determinante nella scelta tra fuga o lotta, è la relazione.
Una relazione speciale con altre persone dà forza e consapevolezza poter contare su altri, fisicamente o moralmente, per la situazione che devo affrontare. Se così è, la scelta è sicuramente accettare la sfida. Questa relazione speciale è la relazione di cura.
Mi viene allora in mente la famosa canzone di Battiato:
“Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie
Dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo
Dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d’umore
Dalle ossessioni delle tue manie
Supererò le correnti gravitazionali
Lo spazio e la luce per non farti invecchiare
E guarirai da tutte le malattie
Perché sei un essere speciale
Ed io, avrò cura di te
Vagavo per i campi del Tennessee
Come vi ero arrivato, chissà
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
Attraversano il mare
Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza
Percorreremo assieme le vie che portano all’essenza
I profumi d’amore inebrieranno i nostri corpi
La bonaccia d’agosto non calmerà i nostri sensi
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono
Supererò le correnti gravitazionali
Lo spazio e la luce per non farti invecchiare
Ti salverò da ogni malinconia
Perché sei un essere speciale
Ed io avrò cura di te
Io sì, che avrò cura di te”
Prendersi cura dell’altro.
Come possiamo prenderci cura dell’altro nel nostro ruolo professionale? Ne ho parlato qualche tempo fa in questo articolo.
E oggi, alla luce della lettura del bel saggio di Sergio Casella, sono sempre più convinta che quella che in MotivexLab abbiamo chiamato Umanità Aumenta sia una grande cura alla paura.
In modo molto semplice, se noi ci riconosciamo innanzitutto come uomini e non come persone che svolgono un certo lavoro in un certo ruolo, possiamo creare una relazione di valore. Superare le barriere di cliente/fornitore, capo/sottoposto, ecc.
Relazione di valore che tra i benefici ha anche quello di farci sentire meno isolati, meno sopraffatti dalle sfide, dalle novità, dai cambiamenti.
Per fare un esempio, quando tu da cliente devi comprare qualcosa di cui non sai niente, in un attimo puoi sentirti inadeguato, avere paura di sbagliare acquisto, di essere fregato dal venditore. Se l’acquisto lo fai per conto dell’azienda per cui lavori, la paura può portare addirittura a pensare di fare brutta figura coi colleghi, essere punito, nei casi più estremi avere paura di perdere una promozione o addirittura il posto di lavoro.
Se però di fronte non trovi un venditore che non ha interesse a creare una relazione con te, o magari addirittura una chat o un centralino spersonalizzato, ma hai un Assistente Tecnico Personale che ci mette la faccia, che si fa chiamare per nome e cognome, che ti ascolta, che cerca veramente di capire di cosa hai bisogno e non ti giudica per le domande che vorrai fargli, ma anzi, sarà felice di capire insieme a te quale sia la soluzione migliore per la tua problematica, allora sicuramente la paura cala.
Perché si crea un rapporto di fiducia, e la fiducia credo sia prerogativa dei rapporti di valore.
Curo e mi faccio curare da chi mi dà fiducia.
Questi i volti di chi in MotivexLab ogni giorno si prende cura di te e dei tuoi campioni.
Vuoi conoscerci? Telefona allo 0119370516 o scrivi a laboratorio@motivexlab.com
Spero di incontrarti presto.

Elisabetta Ruffino






