Il motto di MotivexLab è report in 24 ore sulla tua scrivania.
Ora sorge lecita la domanda.
Ma 24 ore sono tante o sono poche?
Per rispondere mi ricollego anche questa volta a un libro che ho letto recentemente:
“La scomparsa di Majorana” di Leonardo Sciascia.

La settimana scorsa ti avevo parlato del libro Vita di Galilei di Bertold Brecht e avevo fatto alcune riflessioni su come affrontare uno studio di fattibilità di prove di laboratorio secondo il metodo scientifico e non con la palla di cristallo.
Tornando a Majorana, Ettore, il fisico trentunenne di cui si perdono le tracce dal 26 marzo 1938, e che Fermi non esiterà a definire un genio, della statura di Galileo e di Newton, ti riporto le parole che mi hanno fatto riflettere su cosa si può fare in 24 ore.
Qui di seguito il passaggio in cui Sciascia cita il racconto di Edoardo Amaldi (uno dei ragazzi di via Panisperna, il nome colloquiale del gruppo di scienziati italiani, capeggiati da Enrico Fermi, che negli anni trenta del Novecento operò presso il Regio istituto di fisica dell’Università di Roma, allora ubicato in via Panisperna n. 90):

I ragazzi di via Panisperna
“Egli (Ettore Majorana) venne all’Istituto di Fisica di via Panisperna e fu accompagnato nello studio di Fermi ove si trovava anche Rasetti.
Fu in quell’occasione che io lo vidi per la prima volta.Da lontano appariva smilzo, con un’andatura timida, quasi incerta; da vicino si notavano i capelli nerissimi, la carnagione scura, le gote lievemente scavate, gli occhi vivacissimi e scintillanti: nell’insieme, l’aspetto di un saraceno. (…)
Fermi lavorava allora al modello statistico che prese in seguito il nome di modello Thomas-Fermi. Il discorso con Majorana cadde subito sulle ricerche in corso all’Istituto e Fermi espose rapidamente le linee generali del modello e mostrò a Majorana gli estratti dei suoi recenti lavori sull’argomento e in particolare, la tabella in cui erano raccolti i valori numerici del cosiddetto potenziale universale di Fermi.
Majorana ascoltò con interesse e, dopo aver chiesto qualche chiarimento, se ne andò senza manifestare i suoi pensieri e le sue intenzioni.
Il giorno dopo nella tarda mattinata, si presentò di nuovo all’Istituto, entrò diretto nello studio di Fermi e gli chiese senza alcun preambolo di vedere la tabella che gli era stata posta sotto gli occhi per pochi istanti il giorno prima.Avutala in mano, estrasse dalla tasca un fogliolino su cui era scritta una analoga tabella da lui calcolata a casa nelle ultime ventiquattr’ore, trasformando, secondo quanto ricorda Segrè, l’equazione del secondo ordine non lineare di Thomas-Fermi in una equazione di Ricatti che poi aveva integrato numericamente.
Confrontò le due tabelle e, avendo constatato che erano in pieno accordo tra loro, disse che la tabella di Fermi andava bene…”
Ed ecco le considerazioni di Sciascia:
“Non era andato dunque per verificare se andava bene la tabella da lui calcolata nelle ultime ventiquattr’ore (in cui avrà anche dormito), ma se andava bene quello che Fermi aveva calcolato in chi sa quanti giorni.”
In meno di 24 h, il fisico siciliano fece dei calcoli molto complessi. Gli stessi calcoli che il Premio Nobel Fermi fece in giorni, mesi, forse anni.
In meno di 24 ore vengono prodotte a mano le borse più preziose del mondo.
Ne ho parlato in questo articolo.

“La Kelly” borsa prodotta da Hermès
Ecco la presentazione ufficiale presa dal sito della maison francese di questo oggetto iconico, che può arrivare a costare poco meno di un’auto di lusso e che per i modelli più prestigiosi vanta liste di attesa di anni
La Kelly
Negli anni ’30, Robert Dumas, genero di Émile Hermès e suo successore alla direzione di d’Hermès (1951-1978), crea la borsa con cinghie per signora.
Egli concepisce una forma a trapezio, due soffietti triangolari, una patta con taglio, un manico, due cinghie, e, grazie alla sua invenzione, proietta la maison nell’era dell’audacia e della modernità.
La leggenda vuole che, alla fine degli anni ’50, Grace Kelly, star di Hollywood divenuta principessa di Monaco, sia fotografata con questa borsa che le permette di dissimulare i primi segni della gravidanza.
La Kelly assume così il suo nome definitivo, insieme a una fama internazionale.
Ora ti farò una domanda strana:
quanti cambi gomme si possono fare in 24 h con la velocità dei pit stop?
Ora senza peccare di presunzione e senza paragonarsi al cervello da premi Nobel, agli artigiani più abili del mondo, ai campioni del mondo delle quattroruote, anche in MotivexLab in 24 ore si fanno grandi cose.
Il Metodo MotivexLab è basato sulla velocità, non sulla fretta.
Procedure chiare, sottoposte alla verifica di un quarto di secolo.
Già, nel 2023 festeggeremo i 25 anni di attività.

Forse non lo sai, ma quando io e Paolo Pollacino abbiamo creato il Metodo MotivexLab, ci siamo ispirati all’eccellenza della Formula 1 per superare il sistema del “santo in paradiso”.
Ovvero la brutta modalità per cui se conosci qualcuno passi avanti a tutti, e se no aspetti.
Nel creare il metodo che contraddistingue il nostro laboratorio accreditato volevamo che tutti i clienti fossero trattati come clienti di serie A. Così come volevamo che la puntualità non fosse un privilegio per pochi, ma un diritto per tutti.
Tutti i nostri clienti beninteso.
Purtroppo tante realtà fanno vivere la puntualità e la velocità come un favore, un miracolo, un privilegio, una botta di fortuna.
Fatta quindi salva la tempistica dedicata ai test veri e propri, e quindi l’impossibilità di fornire in 24 ore test il cui tempo macchina è più lento: es. alcune scansioni tomografiche, i test di corrosione accelerata, i CND 100% su campionature di grandi quantità, ciò che viene velocizzata è la fase pre prova e la fase post prova.
Per farti un esempio che ti dia subito idea: pensa ai tempi delle analisi cliniche.
In funzione di quanto paghi e dove vai a farle i tempi di consegna degli esiti variano molto.
Il caso più veloce in assoluto è l’esito delle analisi in caso di interventi di urgenza. Pochi minuti e i medici hanno a disposizione il quadro generale di analisi del sangue, elettrocardiogramma ecc., per sottoporre a operazione chi ad esempio è rimasto infortunato in un incidente stradale.
Sono forse casi in cui le analisi vengono fatte male e di fretta? No. Semplicemente si abbattono i tempi di attesa prima del test vero e proprio e i tempi per il rilascio dei referti.
Proprio su questi tempi il team MotivexLab lavora per migliorare costantemente la performance, abbattendo la % di reclami, di errori e di ritardi.
Il successo è un processo, non è un evento, non è un caso.
Un quarto di secolo, dagli esordi difficili a oggi, passando per un accreditamento iSO/IEC 17025 ottenuto per la prima volta nel 2006 e mantenuto ogni anno, una sfida NADCAP (la certificazione specifica per test su componentistica aerospaziale) che ci vede impegnati proprio in questi giorni, migliaia di report, di clienti e di testimonianze di soddisfazione.
Qualche reclamo certo, prontamente valutato, gestito con una tempestiva azione correttiva, e un piano di miglioramento che garantisca la maggiore soddisfazione dei requisiti normativi e delle aspettative del mercato.
La nostra attenzione è nel rimanere umili certo, ma siamo anche orgogliosi di mostrare la solidità di chi sa cosa sta facendo, non si improvvisa da venditore di attrezzature a laboratorio conto terzi, da produttore di componentistica o di attrezzature a laboratorio conto terzi.
Vuoi saperne di più?
Leggi i nostri libri.
Oppure prova direttamente i nostri servizi in 24 ore report sulla tua scrivania se telefoni adesso allo 0119370516 o scrivi a labratorio@motivexlab.com
Spero di conoscerti presto.
Elisabetta Ruffino