Settembre è il mese del ritorno a scuola.
La scuola dovrebbe preparare i più giovani alla vita adulta, fornendo non solo competenze, ma idee, apertura mentale, possibilità.
Dovrebbe.
Qualunque studente di oggi, che sia iscritto alla prima elementare o all’ultimo anno di università, sa per certo di non sapere che tipo di lavoro andrà a fare nel corso della sua vita. Di sicuro non sarà un solo lavoro e di sicuro cambierà molto velocemente.
Periodicamente i ricercatori dell’Università di Oxford e di altre prestigiose università, fanno studi sul futuro del lavoro.
Le conclusioni più ottimistiche prevedono che almeno un lavoro su due ha un’alta probabilità di essere automatizzato tramite le macchine.

Il learning machine, cioè l’apprendimento automatico delle macchine, è la tecnologia che più contribuisce a questo cambiamento. La branca più potente dell’intelligenza artificiale consente alle macchine di imparare dai dati e imitare alcune delle cose che possono fare gli umani.
Le prime applicazioni di learning machine risalgono ai primi anni ’90. Si è cominciato in ambito finanziario con l’automatizzare la valutazione dei rischi per le richieste di prestito. Oggi l‘apprendimento automatico è capace di svolgere con successo compiti molto più complessi. Dal correggere i compiti degli studenti delle superiori al diagnosticare le malattie.
Ciò che si è capito nel corso degli anni è che con i dati giusti, le macchine offrono prestazioni migliori dell’uomo. Se un insegnante può leggere 10 000 compiti in 40 anni di carriera. Un medico in tutta la vita professionale può visitare poche migliaia di pazienti. Un software invece può leggere milioni di compiti e di cartelle cliniche in pochi secondi.
La sfida uomo contro macchina su compiti ripetitivi con grandi numeri è persa in partenza. Non vale neanche la pena di competere. Mai nessun uomo, per quanto abile e veloce potrà mai raggiungere le capacità di calcolo di un microprocessore.
Però ci sono cose che noi possiamo fare e le macchine no.
Le macchine non sono capaci quanto gli uomini di affrontare situazioni nuove.
Le macchine hanno bisogno di quantità enormi di informazioni per estrarre la soluzione giusta grazie ad algoritmi sempre più sofisticati e precisi. Senza quella gran mole di dati però le macchine possono fare poco.
In poche parole, in assenza di big data che riescono a processare in pochi secondi, le macchine vanno in tilt. Non sanno improvvisare.
Non riescono a gestire cose che non hanno visto molte volte prima.
Il learning machine funziona solo a fronte di big data. Cioè le intelligenze artificiali, sono intelligenti solo se hanno tanti dati da cui imparare.
La limitazione fondamentale dell’apprendimento automatico è che ha bisogno di imparare da grandi volumi di dati.
Noi uomini no. Abbiamo la capacità di fare collegamenti che una macchina non farebbe mai, per risolvere problemi che non abbiamo mai affrontato prima.
Possiamo parlare di creatività, di intuito, di invenzione.
Noi uomini siamo capaci di collegare argomenti, esperienze, conoscenze in ambiti completamente diversi, per trovare soluzione nuove.
Prendi per esempio Percy Spencer, il fisico che lavorava sul radar durante la II Guerra Mondiale, che si accorse durante i suoi esperimenti che le radiazioni elettromagnetiche scioglievano la cioccolata che teneva nel cestino del pranzo. Mise insieme calore, onde elettromagnetiche e cioccolata e inventò il forno a microonde. Un’intelligenza artificiale potrebbe tirare fuori la soluzione forno a microonde solo dallo studio di milioni di casi analoghi.
Oppure pensa all’invenzione dei raggi X. Anche quella avvenuta per caso, l’8 Novembre 1895, dal fisico tedesco Wilhelm Conrad Röntgen.
Lo scienziato stava investigando sugli effetti prodotti da scariche elettriche emesse attraverso gas rarefatti in un tubo di Crookes-Hittorf avvolto in carta nera, quando notò che del cianuro di bario platino posizionato solo per caso vicino al tubo, emetteva della luce fluorescente.
Non capendo il fenomeno, Röntgen pensò fosse causato da radiazioni sconosciute che chiamò, per l’appunto, Raggi-X.
Sul sito www.tomografiaindustriale.com puoi approfondire la storia della scoperta dei raggi X e le applicazioni in ambito industriale, oppure puoi richiedere il libro che ho scritto insieme a Paolo Pollacino “Tomografia Industriale, Viaggio alla scoperta dell’invisibile“.

RICHIEDI UNA COPIA DEL LIBRO TOMOGRAFIA INDUSTRIALE
Ma torniamo a noi. meglio quindi l’intelligenza artificiale o l’umanità aumentata come la chiamiamo noi di MotivexLab? Cioè quella capacità di aumentare le caratteristiche squisitamente umane che nessuna macchina ha? Meglio cioè una macchina in grado di dare risposte sulla base dell’analisi di milioni di dati o un uomo in carne e ossa che ti ascolta e sulla base del tuo singolo caso specifico, le tue aspettative, i tuoi problemi si connette con te e ti aiuta risolvere il problema?
Cioè meglio software che in pochi secondi elaborano milioni di dati o qualcuno che ti parla, ti ascolta, ti capisce mettendo a frutto il suo bagaglio di empatia, flessibilità emotiva, creatività?
In MotivexLab cerchiamo di darti entrambe: da una parte il supporto irrinunciabile di strumenti sempre più veloci, performanti e precisi, dotati di sistemi di intelligenza artificiale come per esempio il microscopio a scansione elettronica SEM-EDS o la tomografia industriale, dall’altro l’umanità aumentata dei nostri uomini e delle nostre donne, addestrati per trasformare in risposte adatte a te e al contesto della tua richiesta gli output della tecnologia in dotazione.

Nessun computer è in grado di passare dal radar al forno microonde e dai tubi ai raggi X.
Così come nessun super microscopio è in grado di dirti come affrontare la non conformità, come spiegare ai tuoi colleghi come apportare modifiche al processo produttivo, come affrontare una discussione delicata con clienti e fornitori.
Le macchine non possono competere con noi quando si tratta di affrontare situazioni come quelle sopra descritte. Le macchine aiutano i tecnici di laboratorio a misurare, osservare, analizzare in maniera sempre più profonda, precisa e veloce i materiali e i componenti, ma solo la loro umanità gli permette di utilizzare queste informazioni per aiutarti a risolvere il tuo problema, magari anche con un sorriso e una parola gentile.
Se vuoi conoscere i nostri Assistenti Tecnici Personali, telefona allo 0119370516 o scrivi a laboratorio@motivexlab.com.
Spero di incontrarti presto.
Elisabetta Ruffino