TEST DI CONTAMINAZIONE: QUALI SONO I CRITERI DI ACCETTABILITA’?

Quando si deve fare un test di pulizia tecnica (cleanliness) per la prima volta, una delle domande più frequenti è se esiste una norma internazionale che definisce i criteri di accettabilità di un componente e come interpretare i risultati del test di contaminazione.

TEST CONTAMINAZIONE

Le principali norme che regolano questo tipo di test, quelli che di solito vengono definiti cleanliness test (prove di pulizia), non indicano mai quali sono i requisiti di pulizia dei componenti che vengono testati.

Se prendiamo per esempio la VDA 19, la guida redatta dall’associazione tedesca dei costruttori di auto, troveremo l’indicazione di come si esegue il cleanliness test a partire dalla manipolazione dei campioni all’espressione dei risultati, ma non troveremo all’interno nessuna indicazione su come valutare la conformità dei campioni sottoposti a prova di pulizia.

Anche la ISO 16232 tratta la tipologia di lavaggio, l’estrazione del contaminante, il tipo di filtraggio, e le analisi che possono essere condotte sul residuo, che vanno dall’analisi gravimetrica al conteggio e qualificazione delle particelle, con microscopio ottico e microscopio elettronico SEM EDS, ma non troverai in nessun paragrafo la determinazione di quanto può essere sporco il tuo campione.

Questi limiti sono fissati per ogni tipologia di componente dai disegni tecnici, dalle schede prodotto e dai capitolati delle case automobilistiche.

Nel video che trovi qui sotto, Luca prende in considerazione la norma Ferrari IQ 00354 e ti fa capire molto bene come, in funzione della destinazione d’uso del componente e della sua natura, i limiti di accettabilità sono definiti in maniera puntuale.

E’ interessante sapere che in funzione di ciò che viene sperimentato al banco, o magari in seguito a failure analysis su componenti ritirati dalla rete, questi limiti possono essere modificati nel corso del tempo.

Per farti un esempio, molti dei componenti per cui una volta era richiesta una semplice analisi gravimetrica, con un peso massimo ammesso del particolato estratto, oggi richiedono un’analisi molto più approfondita per cui non sono più adatte le soluzioni fai da te, ma è necessario l’intervento di un laboratorio conto terzi specializzato nel cleanliness test per il settore automotive. MotivexLab per le prove di pulizia e contaminazione utilizza il sistema PuliKom.

Questo perché oltre all’analisi gravimetrica è necessario il conteggio delle particelle, che per ogni classe e tipologia non possono essere in numero e in misura maggiore dei limiti prescritti. Per cui bisogna non solo essere dotati di sistema di lavaggio e filtraggio in camera bianca, di bilancia analitica e di microscopio ottico dotato di software per il conteggio e la misurazione delle particellle, ma è indispensabile anche il microscopio elettronico SEM EDS che permette di qualificare la natura delle particelle.

Nei componenti motore è impensabile che ci siano sfridi di lavorazione riconducibili a particelle dure di tipo corindone, e per capire se nel residuo filtrato ci sono queste particelle, oltre alla misurazione è necessaria l’analisi chimica localizzata con la microsonda EDS in dotazione con il microscopio elettronico.

Luca sta preparando un video in cui farà vedere come viene eseguita l’analisi di una particella al SEM EDS, e appena sarà pronto, lo pubblicherò sul canale YouTube di MotivexLab, al quale ti invito a iscriverti per rimanere sempre aggiornato sui nuovi video pubblicati e sulle storie di successo dei nostri clienti.

Grazie al fatto che MotivexLab gli consegna gli esiti delle prove in massimo 24 ore, Fulvio Albertin ha potuto aggredire un mercato di nicchia come quello del racing, perché i suoi spinotti motore possono essere modificati e migliorati in tempo reale, cioè tra una gara e l’altra.

Ecco cosa dice il titolare della ditta Spinotterie Piemontesi SRL.

“Nel settore automotive è fondamentale monitorare la qualità delle lavorazioni e dei materiali in tempi molto brevi. Noi riusciamo all’interno della nostra azienda ad avere uno screening su quello che produciamo, ma quando abbiamo l’esigenza di avere un parere terzo ci appoggiamo ovviamente al laboratorio MotivexLab.

Considerate che il fatto che ci rispondano in un giorno solo vuol dire aspettare solo 4 o 5 ore prima di mettere in produzione, mentre altrove purtroppo ci facevano aspettare anche 2 mesi, diventa difficile comunque organizzare una produzione, dover aspettare un ok oppure un non ok, per cui dover ripristinare il processo rifare i particolari, cioè la velocità su questo tipo di prodotto è fondamentale.

Questo tipo di supporto in massimo 24 ore ci ha resi competitivi soprattutto per quanto riguarda il racing.

Il racing punta tutto sulla risposta veloce a delle problematiche che si sono verificate in gara, per cui quando noi abbiamo un ritorno di una problematica in gara noi dobbiamo già rispondere con il prodotto migliorato, quindi la gara è dopo 10 giorni, il tempo di fare il prodotto dobbiamo già darglielo migliore di quello che gli abbiamo dato nella fornitura precedente.”

Come hai potuto vedere nel video, Fulvio ha deciso di specializzarsi nella produzione in piccole serie di un prodotto di altissima qualità.

E tu, sei in grado di garantire ai costruttori di motori che verranno montati sulle auto più veloci del mondo, la qualità e la conformità al test di contaminazione e di pulizia dei tuoi componenti secondo le principali normative di riferimento?

Se vuoi saperlo in 24 ore, chiama lo 011 93 70 516 o compila il modulo dei contatti e prenota le tue analisi prima che qualcuno ti rubi il posto e si aggiudichi una commessa importante prima di te.

Report sulla tua scrivania in 24 ore e senza errori, o è gratis.

Parola di Lady 24 Ore.

Elisabetta Ruffino

By | 2018-04-23T13:59:47+00:00 maggio 3rd, 2017|Prove di contaminazione e pulizia, Senza categoria|0 Commenti

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