Vuoi essere anche tu come Mauro, Responsabile Qualità automotive che chiude in fretta tutte le riunioni col cliente arrabbiato per le non conformità sulla pulizia dei componenti, perché grazie ai risultati delle prove di laboratorio comprensibili e consegnati sistematicamente in 24 ore, può decidere velocemente come sistemare le cose?

Mauro vuole la sicurezza di un parere esperto per decidere quali azioni intraprendere quando un cliente gli fa una contestazione per non conformità sui componenti automotive consegnati.

Lo sapevo che il desiderio di Mauro è comune,  perché lavoro da più di 11 anni in un laboratorio prove distruttive che quotidianamente si trova a fare da arbitro nelle dispute tra clienti e fornitori del comparto automobilistico, e altri clienti nel corso degli anni mi hanno chiesto chiarezza e velocità nel dare risposte sulla qualità dei materiali metallici.

Il compito del laboratorio è eseguire le prove e i test sui campioni consegnati e sintetizzare nel documento che riporta i risultati delle prove, un giudizio di conformità.

riunione conclusa in fretta grazie a i report in 24 ore

Più è chiaro questo giudizio, più il cliente, come Mauro, ha la possibilità di utilizzare i risultati delle prove di laboratorio per affrontare i suoi impegni di Responsabile Qualità.

Quindi, per esempio, può decidere velocemente un’azione correttiva a seguito di una segnalazione del cliente per una non conformità sui prodotti consegnati.

So per certo che se un certificato di prova è chiaro, cioè se il documento su cui vengono scritti i dati dei test e i relativi risultati, ha una chiara indicazione di conformità rispetto alle norme internazionali dei materiali o agli standard delle case automobilistiche, il lavoro del Responsabile Qualità diventa più semplice, perché capisce immediatamente da cosa è causata una non conformità, di chi è la colpa e chi paga.

E quando c’è questa chiarezza, unita alla velocità con cui arrivano queste informazioni, il Responsabile Qualità può chiudere velocemente una riunione con il cliente e decidere le azioni correttive.

Tutto questo senza trascinare per giorni e giorni il contenzioso col cliente, magari con riunioni lunghissime che, alla fine, oltre a non servire a niente sul piano operativo, avvelenano la vita di tutti i soggetti coinvolti, che si trovano loro malgrado, a tornare a casa tardi la sera, a non dormire la notte per lo stress e l’insoddisfazione per avere grane sul lavoro che non si riescono a risolvere.

Ti dicevo che da anni lavoro in questo settore e ho sempre saputo che uno degli elementi che fa la differenza per un Responsabile Qualità, quando fa fare le prove distruttive al laboratorio metallurgico, è la velocità con cui riceve gli esiti dei test, e la chiarezza con cui può interpretare i risultati stessi.

Ne ho avuto conferma qualche tempo fa, quando Mauro mi ha espresso questa necessità:

“La reportistica dei laboratori di prova dovrebbe dare maggior risalto all’esito dei test, a discapito di evidenze spesso interpretabili soltanto dagli addetti ai lavori e non ai profani, ai quali interessa in definitiva il verdetto finale”

Il verdetto finale è ciò che io esprimo come:

Di chi è la colpa?

Chi paga?

Le parole di Mauro mi hanno fatto riflettere su un errore che spesso gli addetti ai lavori fanno, in ogni settore, e cioè parlare il loro linguaggio specifico, riservato e tecnico, che i non addetti ai lavori hanno difficoltà a comprendere, non perché siano stupidi, ma perché fanno un altro mestiere e non hanno il tempo di diventare esperti anche di quello che non è il loro settore.

Per farti capire cosa intendo ti faccio un esempio.

La scorsa settimana parlavo con un cliente che aveva bisogno di eseguire delle prove di pulizia secondo un capitolato automotive, la FPT. MAN050 “Rilievo impurità in produzione” e la norma internazionale ISO 16232 “Road vehicles – Cleanliness of components of fluid circuits – (Veicoli stradali – Pulizia dei componenti dei circuiti dei fluidi)” e VDA 19 Part 1, “Inspection of technical cleanliness – Particulate contamination of functionally relevant automotive components, definiscono le modalità operative secondo cui si possono eseguire i test per il rilievo delle impurità dei componenti automotive”.

Il mio cliente di mestiere fa il Responsabile Qualità di un’azienda di produzione di componentistica per il comparto auto, e il suo compito è gestire il controllo qualità dei materiali, dei prodotti e dei processi e non deve trasformarsi in un tecnico di laboratorio esperto, solo per riuscire a capire cosa è richiesto a livello di controllo qualità dei materiali sui disegni tecnici e sui capitolati automotive.

Il suo compito è trovarsi un partner affidabile che sappia risolvere il problema al posto suo, se così non fosse, si farebbe lui le prove di laboratorio e non avrebbe bisogno del supporto di un laboratorio prove esterno.

Queste norme, utilizzano una terminologia specifica, come è giusto che sia, ma ai fini di ciò che deve fare il Responsabile Qualità, tutti questi tecnicismi sono solo una perdita di tempo perché comportano un immenso sforzo per capire di cosa si sta parlando.

Ti faccio un esempio.

Le prove di pulizia prevedono metodi di estrazione delle impurità solide presenti sulle superfici dei campioni mediante lavaggi che possono essere a base di soluzioni liquide con solventi, lavaggi a ultrasuoni, battiture meccaniche con appositi martelli, spruzzatura di aria ecc.

Dopo il lavaggio, il residuo raccolto viene filtrato su dei filtri con reticoli di misure diverse (membrane a porosità controllata), e viene pesato. Questa attività è normata dalla norma UNI ISO 4405 Contaminazione dei fluidi – Determinazione della contaminazione da particelle solide con il metodo gravimetrico (Hydraulic fluid power – Fluid contamination- Determination of particulate contamination by the gravimetric method) che definisce in che modo si deve pesare la sporcizia rimasta sul filtro.

Capirai che un conto è dire “pesare la sporcizia rimasta sul filtro”, un conto è dire “Determinazione della contaminazione da particelle solide con il metodo gravimetrico”.

Il primo modo è quello che io chiamo pane e salame, l’altro è quello da addetti ai lavori, che è un’ottima cosa sapere che esiste, ma non deve essere limitante per chi poi alla fine ha bisogno di rispondere a questa domanda:

Ma i miei pezzi sono puliti o sporchi?

Vanno bene o non vanno bene?

Se vai a una riunione con il tuo cliente e devi difenderti da un’accusa di non conformità, sarai molto più efficace nelle risposte e nelle decisioni che devi prendere se hai ben chiaro l’esito della prova, invece di doverti preoccupare di capire prima tu e poi far capire agli altri, che diavolo è la determinazione della contaminazione da particelle solide con il metodo gravimetrico.

Sei d’accordo?

Se non lo sei hai già abbandonato la pagina, per cui so che se stai ancora leggendo, per quanto ti possa sembrare strano, perché mai nessun responsabile di laboratorio ti ha parlato in questo modo, tutto questo inizia ad avere un senso anche per te e inizi a veder e come può semplificarti la vita un linguaggio più concreto e vicino alle tue specifiche esigenze.

Ma andiamo avanti con l’esempio dei test di contaminazione.

Alcuni capitolati automotive non richiedono solo il peso delle particelle solide estratte dalla superficie dei campioni, ma anche il conteggio, la misurazione e la classificazione di queste particelle.

In poche parole, per essere conformi, non solo il peso deve essere inferiore a un certo valore limite, ma non devono essere presenti particelle più grosse di una certa dimensione, non devono esserci particelle di un certo tipo (per es. metalliche a base alluminio), la quantità totale di residui di un certo tipo non deve superare un certo numero.

Per misurare le dimensioni delle particelle ed eseguire il conteggio, lo standard internazionale di riferimento è la UNI ISO 4407 Contaminazione dei fluidi – Determinazione della contaminazione da particelle solide con il metodo del conteggio al microscopio (Hydraulic fluid power – Fluid contamination – Determination of particulate contamination by the counting method using an optical microscope) all’interno della quale trovi parole difficili e concetti espressi con linguaggio tecnico, come è giusto che sia, ma che per quel che serve a te, può essere spiegato in parole semplici e senza entrare nel dettaglio, a meno che tu non debba e non voglia approfondire.

Anche in questo caso, avere ben chiaro che ciò che ti è richiesto è che non ci siano particelle di una certa dimensione in una certa quantità, è molto più immediato che perdersi dietro ai tecnicismi delle norme, la cui interpretazione e applicazione è compito dei tecnici di laboratorio, che fanno tutto il lavoro di interpretazione al posto tuo, per arrivare alla fine a dirti semplicemente se i tuoi particolari sono OK o sono KO e per quale motivo.

Alcuni standard automotive come per esempio Ferrari I.Q. 00354 “Prescrizioni di pulizia per componenti circuito olio motore” prescrivono che nel residuo filtrato non ci debbano essere particelle di tipo corindone superiori a una certa dimensione. 

Per fare questo tipo di test non è sufficiente il microscopio metallografico, cioè il comune microscopio ottico che si usa nei laboratori metallurgici, ma è necessario un microscopio a scansione elettronica dotato di microsonda EDS (SEM EDS).

Praticamente un microscopio ad altissime prestazioni che permette ingrandimenti e profondità di campo molto superiori rispetto ai comuni microscopi ottici, dotato di un analizzatore di elementi chimici che permette di distinguere a livello qualitativo le particelle analizzate. Quindi in grado di dirti di cosa è fatta la sporcizia solida raccolta dopo aver lavato i campioni che hai consegnato al laboratorio per il test di contaminazione (Cleanliness test).

Quindi, dopo aver pesato il residuo (valutazione della massa delle impurità residue), aver distinto per esempio tra trucioli di alluminio e altre particelle, aver analizzato la lunghezza di sfridi metallici, aver misurato la particella più grande e averla analizzata chimicamente con il SEM EDS, il labortaorio è in grado di dirti

Guarda che il tuo processo di lavaggio dei componenti non è adeguato, ci sono ancora troppi residui solidi, alcuni dei quali sono a base corindone e silicio e quindi devi verificare il tuo reparto di taglio, perché i campioni vengono contaminati in quella fase di lavorazione e il livello di contaminazione è troppo alto per essere accettato dalle case automobilistiche.

Con questi dati, il mio cliente Mauro, è in grado di affrontare una riunione con i suoi colleghi, il suo capo e il cliente senza dover perdere tempo, ma andando subito al sodo, capendo bene dove intervenire per mettere fine alla consegna di campioni non accettabili per il livello di pulizia.

Se in più, questi dati, gli sono stati forniti in 24 ore, perchè MotivexLab è l’unico laboratorio prove italiano con la Garanzia Report sulla tua scrivania in 24 ore, o è gratis, il suo lavoro risulta ulteriormente semplificato.

Se anche tu vuoi render più facile e sicuro il tuo lavoro di Responsabile Qualità, perché elimini lo stress delle attese, dei ritardi, grazie ai report comprensibili consegnati in 24 ore,

che per te vuol dire

♦ smettere di finire tardi la sera,

♦ smettere di non goderti il tuo tempo libero,

♦ smettere di essere stressato,

♦ smettere di dormire male la notte,

perché non sei riuscito a chiudere le pratiche urgenti sul lavoro, telefona allo 011 93 70 516 oppure compila il modulo qui sotto.

Passo e chiudo.

Elisabetta Ruffino

By | 2018-04-23T14:57:08+00:00 aprile 10th, 2016|Consegna urgente garantita|0 Commenti

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