Oggi ti voglio raccontare del perché abbiamo scelto per MotivexLab un logo come lo disegnerebbe un bambino.

Ogni mattina in MotivexLab iniziamo la nostra giornata leggendo alcune pagine di un libro e lo facciamo intorno al nostro speciale tricolore.
Il rosso, il bianco, il nero. La passione, la sincerità, il gusto di osare.
ECCOLI, I COLORI DI MOTIVEXLAB.

La dedizione assoluta all’eccellenza. La trasparenza della competenza. E l’orgoglio irriducibile dei veri ribelli. Diceva un famoso costruttore di auto: se chiedi a un bambino di disegnare una macchina, la farà rossa. E noi abbiamo scelto di mettere al centro del nostro logo l’auto rossa. Incorniciata da una lente di ingrandimento nera, su sfondo bianco. Accanto all’auto, ora si è aggiunto anche il muso di un aereo o di un razzo, che rompe i confini, va oltre.

I colori sono importanti. Quelli di MotivexLab spiegano come lo facciamo, il lavoro in laboratorio. E soprattutto: perché lo facciamo in quel modo.
Il rosso-passione, intanto: la velocità, l’orgoglio italiano nel mondo. L’eccellenza del Made in Italy e di ciò che le auto rosse rappresentano.

E noi storicamente testiamo l’eccellenza delle produzioni automotive: quel prestigioso know how, quell’inventiva e quella passione che si nascondono in tanta industria meccanica italiana. E ci mettiamo il cuore, rosso, dell’Umanità Aumentata. Ci mettiamo il sangue, rosso anche quello, di chi lotta per migliorarsi sempre. Il sangue di chi è spinto esclusivamente dai propri sogni e dalle proprie ossessioni, prima fra tutte quella della velocità. Il sangue puro di chi cerca di superare se stesso in tutto ciò che fa.

Come Paolo Pollacino, un giovane ex pilota di rally, che nel 1998 sì è inventato il laboratorio italiano che ha sovvertito lo status quo, garantendo il just in time” nei controlli qualità e imponendo lo standard della consegna dei report in sole 24 ore.

Poi c’è il bianco. Il colore della trasparenza nella competenza, dell’essere chiari in ciò che si fa. Il bianco del sorriso di chi ci mette la faccia.

(Scorri le immagini usando le frecce a destra e sinistra)

E allora al bianco associamo l’indipendenza del laboratorio conto terzi. Non abbiamo nessuna quota in aziende di produzione, nessuna partecipazione in consorzi di aziende, associazioni, gruppi di interesse. Siamo un’azienda padronale indipendente, che non risponde ai voleri di nessuna multinazionale. I nostri punti di riferimento sono trasparenti.

Da una parte ci sono gli schemi di accreditamento: ISO IEC 17025. È lo standard universale che certifica la competenza e l’imparzialità del laboratorio di prova. L’abbiamo ottenuto per la prima volta nel 2006, rinnovandolo ogni anno. E c’è il NADCAP, la certificazione specifica per i controlli sulla componentistica aerospaziale. Percorso intrapreso alzando ancora una volta l’asticella degli obiettivi e delle performance offerte ai clienti.

Dall’altra parte, poi, ci sono i metodi di prova (ISO, ASTM) riconosciuti a livello internazionale. Danno la garanzia ai clienti che quel che si fa da noi, in MotivexLab, è esattamente ciò che si fa in tutti i migliori laboratori del mondo, a parità di standard di prove. Non cambia il “durante la prova”: la velocità è garantita in tutte le operazioni, prima e dopo il test vero e proprio.

Non si possono velocizzare i test, le apparecchiature, i software: lavorano tutti alla stessa velocità. Ciò che si può velocizzare sono i processi decisionali, le procedure di accettazione dei campioni. E così le procedure di gestione delle richieste, le procedure di emissione dei report.

Qui è fondamentale il sorriso, bianchissimo, di chi ci mette la faccia. Persone che ti trattano da persona, non da numero. Che ascoltano le tue richieste, ti capiscono al volo. E si impegnano per darti Tutto e Subito, Prima e Meglio.

E infine, il nero. Il colore dei ribelli, di quelli che esplorano. Quelli che vanno ben oltre il classico “si è sempre fatto così”. Il nero di chi non ci sta, di chi vuole cambiare le regole del gioco: di chi si oppone alla tradizione. L’abbiamo sempre fatto: è il nostro marchio. Noi ci ribelliamo alla globalizzazione selvaggia, allo strapotere di quelle multinazionali incapaci di metterci umanità. Ci ribelliamo all’abitudine del “se vuoi i report, aspetti”, del “se vuoi parlare con qualcuno chiama il centralino, digita 1,2, 3 e incrocia le dita”.

Il nero è il colore della bandiera dei corsari.
Probabilmente, chi ribattezzò quel famoso costruttore di auto con quel soprannome (The Drake), pensava a Sir Francis Drake, famoso corsaro al servizio della corona britannica.
Correva l’anno 1577. Fu il primo inglese a circumnavigare il globo. Nel 1580, alla fine del viaggio, fu insignito del titolo di Cavaliere dalla regina Elisabetta I.

Elisabetta Ruffino e Paolo Pollacino

UN TEMPO SI DICEVA: GLI EROI SONO BELLI E CORAGGIOSI.
E noi un po’ ci sentiamo eroi.
Di quegli eroi moderni, che mettono insieme passione, competenza e coraggio. E corrono (volano) a realizzare i loro sogni.

Insieme abbiamo creato MotivexLab: Automotive & AerospaceTest Express. È l’unico laboratorio prove materiali, controlli non distruttivi e tomografia su componentistica (automotive e aerospace) che consegna i report in 24 ore sulla scrivania dei clienti.

I nostri clienti? Sono i quality manager, i responsabili prodotto dei principali fornitori delle case automobilistiche e aerospaziali. Ma sono anche le industrie stesse, che hanno bisogno di sapere se i campioni sottoposti a test sono conformi alle specifiche. Devono sapere subito se, una volta montati, andrà tutto bene.

Insieme abbiamo costruito un’azienda che ha raggiunto i 25 anni di attività. Insieme abbiamo scritto quattro libri. Siamo finiti sui principali media italiani: il nostro metodo è stato studiato all’università. Tutto è iniziato con un tecnico, una segretaria e un commerciale.

Come abbiamo fatto?
Umanità Aumentata, Flessibilità Emotiva e Intelligenza Panoramica.
Sono le chiavi grazie a cui abbiamo conquistato il nostro modo di aiutare il mercato: Tutto e Subito, Prima e Meglio.
Ma con una bussola più forte della tecnologia: l’umanità.

Ecco chi siamo.
Siamo un ex pilota di rally ossessionato dalla velocità e una donna che da bambina sognava di fare la scrittrice.

Attenzione ai sogni, specie quelli che fanno paura: non sai mai dove ti portano.
Potresti metterti a correre. E magari, un giorno, a imparare a volare. Nessuno, da piccolo, sogna di andare a lavorare in un laboratorio prove: un posto dove si fanno le analisi chimiche, le indagini con il microscopio. E le radiografie, le tomografie, i test di corrosione accelerata. Insomma, tutto un insieme di indagini per scoprire se i campioni sono come dovrebbero essere. E se non ci sono invece problemi coi materiali, le saldature, le verniciature.
Un bambino queste cose non le sa. E di sicuro non le sogna.

Tutti i bambini, però, sognano un mondo più bello. E noi alla bellezza contribuiamo ogni giorno.
Dice Umberto Galimberti, il filosofo, che ogni volta che si parla della bellezza la si tradisce sempre un po’. San Tommaso invece diceva che il bello è quella cosa che, quando la vedi, ti piace: “Pulchrum est quod visum placet”.

Per Kant la bellezza è senza concetto, senza scopo. Noi invece – Kant ci perdonerà – abbiamo scoperto che bello è anche funzionale, sicuro. La bellezza colpisce i sensi e sveglia l’intelligenza, accende il cuore, mobilita le migliori energie.

Bellezza per noi è velocità, sincerità, novità. Sì, novità: intesa come il vecchio che si fa nuovo, attraverso il miglioramento continuo. Imparare sempre, anche dagli scivoloni.

Lo stesso famoso costruttore di auto, per dire, gli errori non li nascondeva. Anzi: li faceva mettere in vetrina.
Lo racconta l’ingegner Dallara, il padre della Miura Lamborghini, che nella fabbrica d’auto più famosa d’Italia iniziò la sua carriera: “Nella sala delle riunioni c’erano delle vetrinette con componenti rotti delle vetture: il braccio di una sospensione, un pistone, una valvola. Erano gli sbagli fatti. Il principio era: l’hai fatto una volta, cerca di capire perché, cerca di non rifarlo mai più. Una grande lezione”. Gli errori commessi, esposti come opere d’arte.

Dice lo stesso Galimberti, in una delle sue lezioni: “Un’opera è d’arte quando il mio sguardo non la esaurisce, ma l’opera stessa ci rimanda ad ulteriori significati”. E l’incantamento, secondo Galimberti, consiste nel fatto che, di fronte a quell’opera, “io continuo a cercare proprio quei significati rispetto a ciò che il sensibile mi offre”.

Da qui si comprende “la differenza tra gli oggetti e le opere d’arte”. Ovvero: “Gli oggetti si esauriscono nel mio sguardo che ne cattura il significato, mentre per le opere d’arte la mia vista non ne riesce a catturare la totalità di significato”. Ecco il punto: “C’è un rinvio verso l’ineffabile, cioè verso l’indicibile, l’invisibile”.

Infatti, riflette Galimberti, “il poeta è colui che, quando vede, non si ferma al visibile, ma ha una vista superiore: ciò che i Greci chiamano Epoptèia, che significa guardare al di là del visibile”.

E se i poeti sono quelli che guardano il mondo con gli occhi dei bambini, noi – come i bambini che disegnano le macchinine rosse – guardiamo le cose come se non le avessimo mai viste prima. Come i navigatori che approdano a terre sconosciute e rivoluzionano ciò che si era saputo fino ad allora.
Il poeta ha sguardo “epoptico”: guarda ciò che non si vede. Ha una vista superiore, non si ferma al visibile.

E noi, dato che il nostro mestiere è proprio quello della vista – dal microscopio alla tomografia, alla corrosione accelerata che ti fa vedere nel futuro cosa succederà – abbiamo scelto di avere uno Sguardo Panoramico. Sguardo che comprende anche l’altro. L’altro, inteso come Tu che stai leggendo, caro cliente. Monitorato in modo integrale, nel tuo bisogno di essere compreso e accompagnato, grazie alla nostra Umanità Aumentata.

E lo facciamo opponendoci a ciò che qualche multinazionale è abituata a vedere in te: un numero, uno dei tanti. Per noi no, sei una persona.
E per questo, nel rapportarci a te, facciamo lo sforzo della Flessibilità Emotiva, per calibrare non solo gli strumenti, ma anche noi stessi al tuo bisogno, alla tua esigenza, alla tua urgenza. E allora ecco perché ci sentiamo belli e coraggiosi.

Il bello è inquieto: trafigge, diceva Thomas Mann. E noi siamo inquieti, già nel nome: Motivex sta per automotive ma anche per motivo, per movimento. Muovere e commuovere.

La nostra è la storia di chi corre in salita, di chi vuole battere se stesso. Di chi sbaglia per non sbagliare più: per imparare. Come gli avventurieri che finiscono fuori rotta e proprio allora scoprono qualcosa di bello, di nuovo.
Il nostro primo libro si intitolava “Tutto e Subito”.

Tutto e Subito, il libro

Tutto e Subito è la nostra promessa.
Non è lo slogan di chi, a corto di cervello, vuole bruciare le tappe per ottenere un successo senza merito e senza fatica. Tutto e Subito è il grido di battaglia di chi non si accontenta: non gli basta ciò che altri hanno deciso per lui. Il grido di chi non si rassegna al “si è sempre fatto così”.

Tutto e Subito, ancora oggi, è l’augurio che noi facciamo a chiunque desideri qualcosa di meglio, per sé e per chi gli sta intorno: avere il coraggio di desiderare Tutto e sentire l’urgenza di fare ciò che è necessario per ottenerlo. Subito. Tutto e Subito è ciò che ti auguriamo, Caro Lettore, di fare, dare e ottenere.
Buona giornata, anche a Te.

ELISABETTA RUFFINO E PAOLO POLLACINO

Vuoi conoscerci? Telefona allo 0119370516 o scrivi a laboratorio@motivexlab.com

MotivexLab: i primi 25 anni

Elisabetta Ruffino e Paolo Pollacino

Elisabetta Ruffino e Paolo Pollacino