Un colpo di fortuna non ti salverà dalla cassaintegrazione

 

Motivexlab non affidarti a un colpo di fortuna
Guardando la mitica schedina del Totocalcio mi è venuta un po’ di malinconia.
Non ti viene la malinconia anche a te a pensare a quando le partite si giocavano solo di domenica, non c’erano né anticipi né posticipi, e si giocava la schedina ogni settimana?
Ricordo che mio papà, a me e mio fratello ci lasciava fare una colonna a testa.
Lì potevamo mettere 12X, dove volevamo.
Tu la facevi la schedina? Io non è che ci capivo tanto di calcio.
Però il piacere di quelle crocette lo ricordo benissimo.

Ricordo anche benissimo i racconti che si facevano su quelli che avevano fatto 13.
Andavano a vivere su una spiaggia tropicale, si compravano la Ferrari e tutti li invidiavano.
Io non ho mai conosciuto nessuno che ha fatto 13, ma quelle storie di colpi di fortuna mi facevano
sognare.
Sognavo che se avessimo fatto 13 anche noi, mio papà non avrebbe dovuto più alzarsi tutte le mattine per andare a lavorare.
Io e mio fratello avremmo potuto giocare in spiaggia senza andare a scuola!

Oggi so che, statisticamente, sarebbe stato quasi impossibile avere una botta di fortuna.
E infatti io e la mia famiglia siamo ancora qua!
(E per fortuna a scuola ci sono andata e quello che ho, me lo sono costruita facendomi il c** tutti i giorni, così come fai tu).
Allo stesso modo so che oggi una azienda non può affidarsi al colpo di fortuna di acquisire una commessa importante, per sopravvivere nonostante la crisi.
Le aziende che acquisiscono le commesse di maggior valore, sono quelle che hanno creato un processo che le ha portate ad essere considerate affidabili dai loro clienti.

Un po’ di tempo fa parlavo con un giovane imprenditore che opera nel settore delle saldature.
Mi raccontava la sua ambizione di acquisire lavori importanti nel settore automotive, e allo stesso tempo si lamentava del fatto che i clienti che avrebbero potuto affidargli queste lavorazioni, per il momento gli danno solo piccoli lavori di carpenteria generica.
Non so se questa azienda riuscirà o meno ad acquisire i lavori importanti e redditizi che desidera per le più importanti case automobilistiche mondiali, però so che se ci riuscirà, non sarà per un colpo di fortuna.
Il giorno che otterrà quei lavori, sarà perché avrà dimostrato al suo cliente di essere in grado di poter fare quelle lavorazioni.
Perché avrà intrapreso un percorso che ha fatto crescere le professionalità interne alla sua azienda e di conseguenza avrà un prodotto che rispetta davvero i requisiti di qualità imposti dal mercato e dalle normative vigenti.
Quando dimostrerà di essere cresciuto, i clienti che oggi lo considerano adatto solo per piccole lavorazioni, cambieranno idea e gli affideranno le saldature più importanti e quindi più redditizie.
E in questo modo potrà garantire alla sua azienda e ai suoi dipendenti un futuro più roseo.

Non so se l’azienda in cui lavori tu è in crisi oppure no.
Facilmente negli ultimi anni avete subito una contrazione delle commesse, i clienti sono diventati sempre più esigenti, e per te che sei il responsabile qualità, sono aumentate le responsabilità.
Di sicuro ti sei trovato a dover mettere insieme l’esigenza di standard di qualità sempre più elevati con la necessità di controllare i costi.
Questo ha reso sempre più difficile il tuo lavoro.

Visto che di mestiere aiuto i responsabili qualità delle aziende che producono per il settore automotive a mettere a punto sistemi di controllo qualità efficienti che gli fanno risparmiare tempi e costi di fermo produzione, scarti e resi, voglio condividere con te alcune informazioni, che possono esserti utili per migliorare anche la tua situazione.

La qualità, in qualsiasi ambito, non è un evento, ma è un processo.
La qualità non è l’evento di ottenere una certificazione o un patentino.
Per cui ti do un consiglio: non ti fidare dei consulenti qualità che cercano di farti credere che con una certificazione riuscirai a convincere i tuoi clienti della qualità della tua produzione.
La certificazione ISO TS 16949 per esempio, oltre ad essere un requisito obbligatorio per chi desidera operare nel mercato automotive, è il punto di partenza per attivare un processo di reale e continuo monitoraggio delle prestazioni del personale e del sistema di produzione.

Mi spiego meglio.
Per ottenere un patentino da saldatore, è richiesta per esempio la saldatura di un saggio testa a testa di una ventina di centimetri.
Su questo saggio viene fatta una prova di frattura e in base all’esito di questa prova si decide l’abilità o no del saldatore.
Fatto salvo che se il saggio non è conforme, si procede immediatamente a far saldare di nuovo il campione, questo iter è l’evento “esame di saldatura”.
Possiamo dire che chi ha il patentino da saldatore è riuscito a saldare bene, magari al secondo o terzo tentativo, un giunto testa a testa di venti centimetri davanti a un ispettore.
E saldare un giunto di questo genere, onestamente, non dimostra di essere un buon saldatore.
Dimostra solo di aver superato un esame, che possiamo definire “evento”.
Ma l’evento non porterà te e la tua azienda a ottenere commesse importanti.
E se la tua azienda continua ad ottenere solo lavori poco importanti, prima o poi anche il tuo posto sarà a rischio di cassaintegrazione o peggio.

Quindi per garantirti un futuro migliore, dovrai mettere in atto un processo di qualità reale e tangibile, che è quello che desiderano tutte le case automobilistiche.
Per cui nell’esempio del saldatore, il ragionamento da fare è questo:

-il patentino del saldatore è un requisito di partenza, non un punto di arrivo per la verifica della qualità delle saldature
-quindi devi verificare periodicamente la qualità dei giunti saldati attraverso le prove macrografiche e micrografiche delle saldature, le prove di trazione, e le prove di durezza
– solo così puoi dimostrare al tuo cliente che il tuo saldatore, oltre ad avere il patentino, ha maturato anni di esperienza e la qualità delle sue saldature e verificata periodicamente e regolarmente con delle prove distruttive

Queste prove di laboratorio restituiscono un dato oggettivo di conformità, e permettono di verificare che nel tempo questa abilità è mantenuta, e soprattutto, è replicata sulle produzioni reali, che sono poi quelle che il tuo cliente ti compra e ti paga.

Il tuo cliente non compra il saggio di saldatura che viene saldato durante l’esame di qualifica dell’operatore addetto alle saldature.
Il tuo cliente compra la produzione saldata giorno dopo giorno, ed è quella che deve rispondere ai requisiti di qualità.
Il patentino del saldatore è un requisito di base, obbligatorio in alcuni ambiti e per ottenere alcune certificazioni, ma non può sostituire il processo di tenuta sotto controllo della qualità delle saldature.

Per valutare la conformità delle saldature bisogna prevedere in aggiunta alla certificazione dei procedimenti e dei saldatori e alle prove di omologazione del materiale d’apporto e dei materiali dei giunti da saldare, i controlli distruttivi da fare in corso d’opera.
Quindi bisogna definire un piano di campionamento e prelevare dalla produzione un giunto saldato e procedere con l’esame macrosocopico e microscopico secondo UNI EN ISO 17639 del 2013, le prove di trazione trasversale secondo UNI EN ISO 4136 del 2012, la prova di durezza Vickers secondo UNI EN 9015-1 del 2011.
E quando non è possibile distruggere il giunto di produzione, perché unico o troppo costoso, si possono replicare gli stessi parametri su un giunto simile, che può essere distrutto.
In questo modo si può attivare il processo di controllo della qualità dei giunti saldati e intervenire immediatamente quando la produzione risulta non conforme.

Naturalmente per avere i risultati in tempo reale, è necessario affidarsi a un laboratorio prove distruttive che ha messo a punto una procedura garantita per la consegna in 24 ore dei risultati di prova.
Se il laboratorio prove distruttive sulle saldature ti consegna i risultati delle prove dopo 10 giorni, di quei risultati non te ne fai più niente, perché non hai potuto cambiare i parametri del tuo processo di saldatura in tempo reale.

Se tu continui a produrre saldature non conformi, i costi degli scarti saranno altissimi.
Se invece decidi di bloccare la produzione finché non ti arrivano i risultati delle prove, saranno altissimi i costi per il fermo linea.
E questa è la ragione per cui i risultati delle prove distruttive sulle saldature ti devono arrivare entro 24 ore.

Visto che come ti dicevo, di mestiere aiuto chi come te ha bisogno di fare un controllo qualità efficace e ottimizzato, nel mio laboratorio metallurgico accreditato, ho messo a punto un sistema per la Consegna Urgente dei Certificati di Prova, per cui, ti garantisco che se non ricevi i report entro 24 ore, ti restituisco i soldi delle prove.

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Sai quanti difetti possono esserci in una saldatura?
Se ti stai chiedendo se ti conviene o no fare delle prove di laboratorio, guarda un po’ quanti sono i difetti che le tue saldature possono avere.
E pensa che se non li trovi tu tutti questi difetti, di sicuro li troverà il tuo cliente, e allora sarà troppo tardi…

Ecco i principali difetti delle saldature previsti dalle norme internazionali.
Per quanto riguarda la saldatura per fusione, la norma UNI EN ISO 6520-1:2008 fornisce la classificazione delle imperfezioni geometriche nei materiali metallici.

Si possono avere 6 tipi di imperfezioni:
1. Cricche
2. Cavità
3. Inclusioni solide
4. Mancanza di fusione e di penetrazione
5. Difetti di forma e dimensionali
6. Altre imperfezioni

Quando ci sono delle cricche nel cordone di saldatura significa che si riscontrano delle imperfezioni prodotte da una rottura locale allo stato solido, che può formarsi per effetto del raffreddamento o di tensioni.
Le cricche sono di diversa natura e possono avere origini differenti, possono essere longitudinali o trasversali in zona fusa, lungo la linea di fusione, in zona termicamente alterata, o nel materiale base, possono essere cricche di cratere.

Quando invece si è nella condizione di assenza di materiale, si parla di soffiature, pori o cavità, classificate sulla base della posizione e della forma.

Un terzo gruppo di difetti è quello delle inclusioni solide, cioè le sostanze estranee di vario genere intrappolate nel metallo fuso. E possono essere inclusioni di scoria e di flusso o metalliche.

Quando parliamo di mancanza di fusione e di penetrazione, può verificarsi una di queste condizioni:

  • i parametri elettrici non sono corretti (la corrente è troppo bassa),
  • la velocità di saldatura è troppo elevata,
  • la tecnica operativa è inadeguata,
  • la preparazione dei lembi non è corretta.

Il quinto gruppo comprende i  difetti di forma e dimensionali. Si tratta, in generale, di imperfezioni del profilo sulle superfici esterne della saldatura oppure della configurazione geometrica difettosa del giunto. Queste imperfezioni possono portare alla rottura del giunto in caso di sollecitazioni a fatica, corrosione, creep.

L’ultima serie di difetti raggruppa tutte le imperfezioni che non possono essere incluse nei gruppi da 1 a 5: in particolare il colpo d’arco (sul pezzo), lo spruzzo,  lo spruzzo di tungsteno, lo strappo superficiale, il colpo di mola o di scalpello, la molatura eccessiva, le imperfezione della puntatura, lo sfalsamento di saldature contrapposte, i colori di rinvenimento, la superficie ricoperta con calamina, il residuo di flusso o di scoria, il distacco non corretto in saldatura d’angolo, il rigonfiamento.

Hai visto quanti sono i difetti che possono esserci nelle tue saldature?

Credi davvero che il tuo cliente si accontenterà di un patentino di un saldatore, o vorrà da te la dimostrazione che le saldature sono davvero conformi, giorno dopo giorno?

Una cosa è sicura, il tuo cliente non si affiderà alla fortuna, cioè non spererà di fare 13 con i tuoi prodotti, accontentandosi di un patentino di un saldatore, ma vorrà essere ben sicuro che tutte le saldature sono conformi, non solo il saggio da 20 cm saldato durante l’esame.

Nel corso della mia esperienza decennale in laboratorio e dopo aver visionato più di 40 mila rapporti di prova, ho visto che l’antico detto che dice che piove sempre sul bagnato, è assolutamente vero.
Le aziende che prendono i lavori migliori sono sempre le stesse.
Sono le aziende che lavorano meglio, cioè controllano la loro produzione e modificano i parametri, i materiali, i progetti quando qualcosa non va.
Punto.

Ci sono aziende che non hanno mai affrontato la garanzia di qualità come un processo responsabile e continuativo.
Non hanno mai voluto fare un piccolo investimento oggi, per ottenere un grande ritorno domani.
Molte aziende che oggi sono chiuse, hanno preferito risparmiare i soldi di un controllo distruttivo delle saldature subito, per poi piangere quando il cliente gli ha addebitato i costi di scarto o riparazione delle saldature non conformi.
Oppure peggio ancora, non hanno mai potuto prendere i lavori che avrebbero garantito la sopravvivenza stessa dell’azienda, e con la crisi sono state spazzate via.
Erano aziende che speravano nel 13, (cioè speravano di prendere dei lavori magari facendo patentare in fretta e furia il loro saldatore migliore), e come canta Ligabue “Chi vive sperando morì… non si può dire”.

Ora, io so che se sei arrivato a leggere fino a qui, non ti riconosci in tutta quella serie di persone che mettono il loro futuro in una schedina sperando di fare 13.
So che ti impegni giorno dopo giorno per garantire a te stesso e all’azienda in cui lavori (non fa differenza se è tua o ci lavori soltanto) il meglio che ci possa essere, nonostante la crisi e le difficoltà che si incontrano quotidianamente.

Nel mondo della produzione, siamo bombardati da una concorrenza agguerrita e priva di scrupoli.
Spesso gioca con regole diverse dalle nostre e gode di un vantaggio sleale come manodopera a costi ridicoli o tasse più basse.

Noi abbiamo solo 2 scelte:

1- sperare nella fortuna, quindi affidarci a un evento che promette di cambiare velocemente il nostro destino, ma in realtà non lo farà (io non ho fatto 13 e manco tu credo)

2- intraprendere un processo di miglioramento e di crescita, che ci dà la garanzia che nel medio periodo saremo tra quelli che non solo ce l’hanno fatta a superare la crisi, ma addirittura stanno meglio degli altri.

E allora gli altri ci diranno che siamo stati fortunati,  ma quella che chiamano fortuna, in realtà è la logica conseguenza di un processo di qualità che ha portato i suoi frutti.
I risultati dei processi di qualità sono sempre concreti e tangibili, vengono riconosciuti dai clienti che pagano per avere i prodotti migliori.
E se tu lavori per un’azienda che riesce a vendere i prodotti migliori, non rischi né contratti di solidarietà, né cassa integrazione.

Diffida da chi ti dice che con un patentino garantisci la qualità delle tue saldature e che con una certificazione generica puoi competere con i grandi.
I grandi tra le tante abilità, hanno anche quella di aver saputo implementare un reale e costante processo di controllo qualità della produzione mediante prove distruttive.
E sappi che se non sarai tu con la tua azienda il primo a intraprendere un percorso di controlli periodici sulla produzione, lo farà il tuo concorrente, e in un mercato in contrazione, bombardato dalla concorrenza sleale di operatori stranieri, non c’è posto per tutti.

Se non vuoi rimanere fuori, richiedi una consulenza gratuita per analizzare insieme la tua situazione e valutare se c’è la possibilità di migliorare il sistema di controllo della tua produzione, per abbattere fin da subito i costi degli scarti e delle non conformità.

Se anche tu vuoi ricevere i tuoi report sulla scrivania in 24 ore telefona allo 011 93 70 516 oppure compila il modulo in fondo alla pagina.

Passo e chiudo.

Elisabetta Ruffino

2017-05-18T11:03:43+00:00 sabato, 4 aprile , 2015|Battere la concorrenza|

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