FOCUS CONTROLLI DISTRUTTIVI: PROVE SUI RIVESTIMENTI SUPERFICIALI

 

Se lavori nel settore dei controlli qualità, ti sarà capitato diverse volte di dover valutare la qualità di una verniciatura, zincatura, cromatura o, in generale, di un qualsiasi rivestimento superficiale.

Per poter analizzare la qualità della verniciatura o di qualsiasi rivestimento, comunque, esistono diverse tipologie di prove.
Andiamo ad analizzarle insieme.

Nebbia Salina

Durante un test di Nebbia Salina, il componente in analisi viene sottoposto ad un attacco corrosivo per valutare l’idoneità del rivestimento superficiale.
É essenziale conoscere la resistenza alla corrosione del rivestimento dei propri campioni, soprattutto per contrastare eventuali comparse di corrosione e/o ruggine.

 

 

Come funziona la nebbia salina?
Il campione viene posizionato all’interno di una camera con temperatura predefinita e costante e con una soluzione salina con parametri controllati.
La durata del test varia a seconda del tempo stimato per cui il materiale dovrà resistere alle sollecitazioni ambientali una volta pronto.

Una volta terminata l’esposizione, il campione verrà osservato dall’Operatore esperto e confrontato con le caratteristiche richieste dalle norme di riferimento.

Xenotest

Lo Xenotest è una prova di invecchiamento agli agenti atmosferici.
Durante l’esecuzione, il campione soggetto ad analisi viene sottoposto a sollecitazioni che simulano proprio le condizioni atmosferiche e, in particolare, pioggia e luce solare.
Per ovvie ragioni, il campione dovrà essere sottoposto a queste simulazioni per un periodo di tempo prolungato: uno Xenotest ha una durata che può variare dalle 300 alle 2000 ore!

Xenotest

 

Ma come funziona la prova?
I campioni da analizzare vengono posti all’interno di una camera di prova. All’interno di questa camera sono posizionate delle lampade all’arco di xeno (da qui il nome del test) che, a seconda delle impostazioni dettate dall’Operatore, riproducono le radiazioni solari in maniera più o meno aggressiva, in base alla necessità del cliente.
Allo stesso modo, all’interno della camera troviamo degli ugelli che spruzzano acqua nebulizzata. Anche qui, i getti possono essere regolati, così come la soluzione prodotta, in modo da riprodurre anche le piogge acide (tipiche, tra le tante, anche della bella ma piovosa Londra).

Queste condizioni possono ovviamente essere combinate tra loro, in modo da creare cicli che avranno diversa efficacia a seconda del campione analizzato.

Corrosione Ciclica

Anche la prova di corrosione ciclica è una prova di invecchiamento accelerato. A differenza dello Xenotest, però, le condizioni all’interno della camera vengono modificate costantemente e ripetute ciclicamente.
All’interno della camera, quindi, varieranno sì le temperature alle quali viene sottoposto il campione, ma anche l’umidità, alternando fasi secche ed umide. Addirittura, si possono anche avere fasi di spruzzatura di soluzioni saline o corrosive

 

Corrosione Ciclica

 

Prove Termiche e Climatiche

Le prove Termiche e Climatiche seguono la stessa procedura delle prove di Corrosione Ciclica.
Al contrario dei test di Corrosione Ciclica, tuttavia, nelle prove Termiche e Climatiche non si ha l’influenza di agenti corrosivi, e gli unici parametri tenuti in considerazione sono temperatura ed umidità relativa.

Una volta terminate le prove nelle speciali camere che simulano particolari condizioni, si può procedere con prove aggiuntive che, in combinazione con quelle già svolte, possono fornire un maggior numero di informazioni sul rivestimento superficiale che stiamo analizzando.

 

Nello specifico, ecco quindi che abbiamo:

Prova di Adesione

Proprio come suggerisce il nome, le prove di Adesione hanno l’obbiettivo di valutare l’adesione di un rivestimento al campione sul quale viene applicato.
La prova di Adesione può essere eseguita per shock termico o per applicazioni meccaniche.
Nel primo caso, il campione viene sottoposto a temperature elevate, per poi essere immediatamente raffreddato: questa procedura viene generalmente utilizzata per valutare i processi di zincatura.
Nell’adesione meccanica, invece, sulla superficie del campione viene creata una griglia tramite incisione della verniciatura. Una volta terminata la griglia, si applica uno strato di nastro adesivo e si strappa. Minori saranno i distacchi, maggiore sarà la qualità della verniciatura.

 

 

Determinazione della brillantezza

Le Gloss Units (GU) sono unità di misura che determinano la brillantezza di un materiale, e vengono indicate in %.
Grazie ad uno strumento chiamato riflettometro (o glossmetro), è possibile misurare la riflessione speculare.
In combinazione con altri test (ad esempio lo xenotest), questa prova è molto utile per definire la capacità di un materiale di mantenere la sua brillantezza nel tempo.

 

 

Determinazione delle coordinate colorimetriche

Seguendo lo stesso procedimento della prova di determinazione della brillantezza, grazie ad uno strumento chiamato colorimetro è possibile definire il tipo di colore di un riferimento.
Anche qui, in combinazione con altri test, questa prova risulta utile per definire la capacità di un materiale di mantenere il suo colore nel tempo.

 

 

Misurazione dello spessore del rivestimento

Effettuando una sezione del campione in analisi e controllandolo con il microscopio ottico, è possibile effettuare una misurazione dello spessore del rivestimento.
Se invece il campione non può essere sottoposto a prove distruttive, si può procedere tramite ultrasuoni, induzione magnetica o corrente parassita, ottenendo comunque lo stesso risultato.

Resistenza ai colpi di pietra

Particolarmente utile soprattutto sui controlli alle carrozzerie delle autovetture, la prova di resistenza ai colpi di pietra consiste proprio nello sparare, con una serie di parametri definiti dalle normative, pietrisco sul campione in analisi.
Una volta terminata la procedura, il campione analizzato viene paragonato ad immagini di riferimento e vengono misurati i danni, in modo da valutare l’idoneità del rivestimento nel tempo

 

 

Le prove di nebbia salina, xenotest e corrosione ciclica – per ovvi motivi – non possono essere consegnate in 24 ore visto che, come abbiamo scoperto leggendo l’articolo, sono necessari cicli di controllo con una durata in ore prestabilita.

 

In MotivexLab, Automotive Test Express, però paghi solo il conforme. Cosa vuol dire?
Significa che, se un campione analizzato presenta rilevazioni di difettosità già dopo il primo ciclo, la prova si interrompe, ed il cliente paga solo le ore di test effettive.

Se anche tu hai necessità di effettuare prove di corrosione, nebbia salina e xenotest, chiama lo 011.9370516, o scrivi a info@motivexlab.com.

 

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2019-07-15T16:46:46+01:00 martedì, 16 Luglio , 2019|varie|