
Ci sono giornate belle ed emozionanti come il primo giorno di scuola dopo più di 25 anni.
Nei giorni scorsi ho avuto l’opportunità di incontrare i ragazzi di quinta dell’Istituto Superiore Statale Enzo Ferrari di Susa e il loro robottino Pepe, perché sì, ci sono scuole che sono delle eccellenze e hanno laboratori e corsi di studio dedicati alla robotica, alla meccanica, all’elettronica di cui dobbiamo essere tutti orgogliosi.

Nell’ambito dell’iniziativa “A scuola di imprenditorialità” organizzato da Synergie Italia, sono stata invitata per raccontare ai ragazzi ciò che le imprese cercano quando devono assumere.
Insieme a me c’erano i rappresentanti di alcune delle aziende che rappresentano le eccellenze del territorio e marchi conosciuti a livello mondiale: Agla Power Transmission SpA, Aenor, Azimut Benetti, Finder, Raicam, SBE Plast, SPEA, Thales Alenia Space.

Gli incontri con i ragazzi delle scuole superiori sono una grandissima opportunità non solo per mettere in contatto i giovani che a giugno si diplomeranno con il mondo del lavoro, ma soprattutto per dare a noi aziende l’occasione di conoscere coloro che saranno i veri protagonisti del futuro del nostro paese.
A questo proposito ti riporto ciò che ho scritto nel libro “Nebbia Salina, Viaggio alla scoperta degli invecchiamenti accelerati“.
Il nostro segreto: la forza del gruppo
Mio papà aveva una 127 verde che perdeva i pezzettoni di vernice in prossimità del passaruote. Mio papà faceva il professore, come mia mamma e mio fratello. La mia famiglia è da sempre legata all’insegnamento. E io, che di fare il professore non ne ho avuto occasione, mi sono trovata a interagire con scuola e università presentando il modello MotivexLab ai ragazzi di Economia e Marketing dell’Università degli Studi Torino e ai ragazzi dell’I.I.S. Enzo Ferrari di Susa.
Questi ultimi, lo scorso mese di maggio sono stati ospiti in MotivexLab per uno stage formativo, nell’ambito del progetto dell’Alternanza Scuola Lavoro.
Marco Roberto, professore di Laboratorio di meccanica e macchine, al Ferrari di Susa, intervistato dalla stampa locale ha dichiarato:
“Questa visita ha avuto un valore didattico enorme: i ragazzi hanno potuto vedere applicato nella vita reale quello che stanno studiando, con la possibilità di accostarsi a macchine che nel percorso scolastico non potrebbero vedere, neanche all’università. Inoltre, è una grande opportunità di didattica reale, dopo tanta didattica a distanza”.
E proprio opportunità è la parola a cui voglio legare questa mia riflessione su scuola, università, lavoro, ragazzi, azienda, cioè futuro e territorio.
Intanto partiamo col dire che opportunità deriva da opportuno, dal latino opportunus, da ob- e portunus, che deriva da portus. Nel linguaggio marinaresco si usava l’espressione ventus opportunus: vento che spinge verso il porto.
E noi, così legati alla Valle di Susa, dove non c’è porto, non c’è mare, ma c’è vento che sferza dalle Alpi verso valle, e nel percorso incontra il monumento simbolo di chi guarda verso l’alto, verso traguardi ultraterreni, la Sacra di San Michele, possiamo affidarci all’opportunità intendendola come forza che ci aiuterà a raggiungere i nostri traguardi come individui, come azienda e come soggetti che fanno parte di una comunità più ampia.
L’Italia, dice l’articolo 1 della Costituzione, è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. E noi in MotivexLab questo lavoro vogliamo farlo, raccontarlo e crearlo.
Farlo: con il servizio che offriamo al cliente, in 24 ore quando si può (e se no, come nel caso del metodo NebSal, velocizzando tutto ciò che è possibile), perché il nostro grido di battaglia è, e rimarrà sempre, Tutto e Subito.
Raccontarlo: coi nostri libri (questo è il quinto), coi nostri blog, coi nostri video.
Crearlo.
Qui la faccenda si fa un po’ più complicata, ma un modo c’è.
Un pezzo alla volta.
Quando Paolo Pollacino ha fondato il laboratorio nel 1998 era un ragazzo. Tanta grinta, un’ossessione per la velocità che l’ha portato a stravolgere il mondo dei laboratori garantendo il “just in time” anche nei controlli qualità. Venduta la macchina con cui partecipava ai campionati italiani Rally – il muletto, cioè l’auto che usava per le prove notturne su e giù dal Col del Lys, bruciando treni di gomme – si lasciò alle spalle anche la piccola mansarda di Piazza Statuto in cui viveva, a Torino. E il lavoro lo creò per se stesso e per il tecnico che assunse subito: era colui che avrebbe dovuto aiutarlo a fare i test per l’indotto Fiat, che aveva bisogno di certificare la bontà dei propri prodotti.
Poi arrivò la storica segretaria, la signora Tamara, poi arrivai io. E già siamo al 2005.
Quindi la corsa si fece seria. Oggi non siamo una multinazionale, sia chiaro, ma siamo ben al di sopra della media italiana, il cui tessuto imprenditoriale è composto al 95% da micro aziende con non più di tre dipendenti, e la cui vita media si spegne entro i cinque anni.
Noi di anni ne abbiamo fatti ventitré, giusto nel 2021. E in squadra siamo più di venti.
Ma visto che, come diceva Enzo Ferrari, “la Ferrari più bella è quella che dobbiamo ancora costruire”, anche noi in MotivexLab pensiamo che gli anni più belli della nostra storia debbano ancora venire, e oggi stiamo progettando i prossimi venti anni della nostra azienda. E progettare i prossimi venti anni vuol dire guardare a chi, di quei venti anni, potrà essere protagonista: i ragazzi, appunto.
Le occasioni di incontro con gli studenti delle superiori o dell’università sono occasioni di grande opportunità non solo per loro, ma anche per noi.
Se da un lato è fondamentale avvicinare i giovani al mondo del lavoro, dall’altro è importantissimo per le aziende avvicinare ragazzi che abbiano in sé i semi del futuro. Le abilità dei nativi digitali, quelle che spesso vengono criticate dagli adulti, rappresentano capacità fondamentali per le aziende che programmano i prossimi venti anni, nuovissime competenze sulla base delle quali andare a costruire professionalità specifiche di settore.
Terminate le scuole superiori o i percorsi universitari, molti ragazzi vivono con timidezza e disorientamento l’approccio con il mondo del lavoro. MotivexLab ritiene possa essere un’ottima opportunità il contatto diretto tra giovani e azienda, innanzitutto per condividere i valori, i perché che sono alla base dell’agire quotidiano.
Se si parte dal perché, poi diventa più facile capire il come e il cosa, anche perché il cosa e il come sono sottoposti a cambiamenti velocissimi, non solo di tecnologia ma anche di eventi incontrollabili. Lo ha dimostrato con durezza il Covid, che ha spazzato via le certezze di interi settori nel giro di pochi mesi.
Noi siamo un laboratorio indipendente, non abbiamo santi e santerelli in paradiso. Non facciamo parte di multinazionali, cordate di aziende pubbliche o private. Non vendiamo macchinari e non rappresentiamo nessuna azienda, non rispondiamo a nessun interesse terzo, se non quello del profitto, come ogni S.R.L. deve fare. E il nostro profitto deriva solo dal rispondere a un bisogno del mercato e dal garantire un’eccellenza assoluta, in modo che i clienti scelgano noi.
Tutto questo cerchiamo di farlo rendendo il mondo un posto migliore.
Siamo attenti al merito, e non sulla carta. Il nostro direttore di stabilimento è entrato in azienda una decina di anni fa e guidava il muletto. Poi un giorno è sceso dal muletto per risolvere un problema che nessuno riusciva a risolvere. L’ha risolto, e da quel giorno sul muletto non è mai più salito.
L’età media dei tecnici di laboratorio in MotivexLab è di 33 anni.
Ma abbiamo anche figure più mature che ci aiutano a capire le reali esigenze dei clienti e a soddisfarle, dando un supporto che solo esperienze di vita più complete, e talvolta anche più dolorose, portano come dote.
Io mi occupo personalmente della selezione del personale, che sia per uno stage o per un ruolo di grande responsabilità. Ecco, una cosa che io dico sempre è: “Se hai bisogno di riscatto, benvenuto tra noi.”
Io voglio una squadra di lottatori, intorno a me.
Persone che abbiano sfidato se stesse, per un esame universitario, per una difficoltà personale o per un hobby.
Tanti in MotivexLab sono sportivi. Perché lo sport è una grande palestra, insegna la perseveranza, il gioco di squadra e la gioia della vittoria.
Persone che possano portare con orgoglio i colori di MotivexLab: il rosso della passione, il bianco della sincerità e il nero del coraggio.

