Ecco la verità sui certificati di prova di laboratorio che nessuno ti dirà mai…

 

Motivexlab certificati di prova

Ogni mestiere, ogni categoria professionale, ogni settore ha i suoi segreti e guai a chi li rivela agli estranei.
Beh, oggi correrò il rischio di farmi qualche nemico.

In cambio ne avrò la certezza di averti dato delle  dritte che ti permetteranno di non sentirti frustrato e inadeguato la prossima volta che riceverai un certificato di prova da un laboratorio analisi e prove distruttive e non distruttive sui materiali.

Se hai fatto fare da un laboratorio prove distruttive delle analisi sui materiali ti sarà certamente capitato di ricevere il certificato o rapporto di prova e di non aver capito un granché.
Sappi che se non ti sono chiari i risultati, la colpa non è tua.
Dipende da come ti sono stati presentati i dati e le conclusioni delle analisi.
I rapporti di prova vengono redatti da tecnici di laboratorio che hanno competenze tecniche specifiche ma generalmente peccano di scarse abilità comunicative sia verbali che scritte .
Un po’ come i medici che dovrebbero essere al servizio della guarigione dei pazienti e spesso purtroppo perdono di umanità e le loro diagnosi e prognosi, anche se impeccabili a livello scientifico, risultano di poco aiuto per i malati, perché totalmente incomprensibili.

Visto che anche io sono un tecnico che conduce quotidianamente analisi e prove di laboratorio, e come si dice, conosco i miei polli, so che la redazione del rapporto di prova è solitamente vista da chi ha condotto le analisi come l’ultima incombenza da fare, quasi un pro-forma rispetto a tutta l’attività di prova precedente.
Ed ecco allora il proliferare di tecnicismi comprensibili solo agli addetti ai lavori, generalizzazioni ed espressioni note solo a esperti metallurgisti, a volte omissioni di dati e informazioni che vengono dati per scontati, ma che in realtà non lo sono affatto.

Da quando ho iniziato la mia professione, ho visto passare davanti ai miei occhi circa 30 mila tra certificati e rapporti di prova, e con gli anni ho perfezionato insieme ai miei colleghi un metodo per rendere i rapporti di prova comprensibili e fruibili per chi quotidianamente li utilizza come strumenti per prendere decisioni all’interno degli uffici qualità, uffici tecnici ed uffici acquisti delle aziende del settore automotive.

La norma ISO IEC 17025 e l’ente che rilascia l’accreditamento, prescrivono una serie di indicazioni che un rapporto di prova deve obbligatoriamente riportare.
A conclusione del nostro lavoro meticoloso di esecuzione delle prove, supportato dai relativi metodi delle normative UNI, EN, ISO, ASTM, DIN, AFNOR, procediamo con l’elaborazione del certificato o rapporto di prova, nel quale sono riportati tutti i risultati, organizzati in base al tipo di prova effettuata, e le relative conclusioni.

Il rapporto di prova è la presentazione al cliente del  lavoro eseguito, e proprio per questo noi tecnici del MotivexLab™  ne siamo particolarmente orgogliosi, curandone la stesura sempre in accordo con quanto previsto dalle nostre procedure di garanzia della qualità, che derivano dai requisiti contenuti nella norma ISO IEC 17025, ma soprattutto tenendo ben Presente la necessità di renderli chiari e comprensibili a chiunque li legga.

Vediamo in maggiore dettaglio come sono strutturati i nostri certificati:

la prima pagina mostra le informazioni relative al committente, la descrizione del campione analizzato e il numero progressivo univoco (ID) che identifica il campione; tale identificazione viene riportata su ogni singola pagina del certificato;

– la seconda pagina contiene il lay-out, nel quale vengono definiti in modo semplice e chiaro i punti di prelievo indicandoli direttamente sulla fotografia o sul disegno del campione;

le pagine successive illustrano, sempre con una grafica chiara e facilmente leggibile, i risultati di tutte le prove eseguite.

Ogni pagina contiene una prova diversa, dove viene riportato il tipo di prova, gli strumenti utilizzati, il metodo di prova (normative UNI, EN, ISO, ASTM, DIN, AFNOR oppure norme proprietarie come per esempio FIAT, Mercedes, BMW, Alstom ecc. fornite dal cliente), la descrizione della zona di prelievo riferita al lay-out ed infine tutti i risultati che possono essere numerici oppure fotografici, arricchiti con grafici e tabelle.

Ad esempio, nel caso della prova di trazione a temperatura ambiente secondo UNI EN ISO 6892-1, nel certificato di prova riportiamo l’identificazione, il tipo e la forma della provetta (tonda, rettangolare, complessa, proporzionale o non proporzionale tipo 1 / 2), direzione di prelievo (longitudinale, trasversale), carico unitario massimo o tensione massima (Rm), allungamento percentuale a rottura (A% oppure A5 nel caso di lunghezza iniziale pari a 50 mm), strizione percentuale (Z%), carico unitario o tensione di snervamento allo 0,2% di proporzionalità (Rp0,2), carico unitario o tensione di snervamento superiore (ReH), carico unitario o tensione di snervamento inferiore (ReL), grafico corsa – forza equivalente allo sforzo – deformazione.

Nel caso dell’analisi chimica con metodo spettrometrico ad emissione atomica sottovuoto per acciai basso legati (metodo ASTM E415), riportiamo le singole tre analisi e il relativo valore medio degli elementi carbonio (C),silicio (Si), manganese (Mn), fosforo (P), zolfo (S), cromo (Cr), molibdeno (Mo), nichel (Ni), alluminio (Al), niobio (Nb), boro (B), rame (Cu), cobalto (Co), titanio (Ti), vanadio (V), tungsteno (W), zirconio (Zr), piombo (Pb), stagno (Sn), zinco (Zn), calcio (Ca) e ferro (Fe).

Nell’esame microscopico dei materiali ferrosi UNI 3137) nel report viene riportato, oltre alla fotografia della microstruttura osservata, il tipo di reagente o reattivo utilizzato per l’attacco (nital, picral, ecc), la direzione di prelievo (trasversale o longitudinale), l’obiettivo e l’ingrandimento utilizzati e il marker riferito all’obiettivo utilizzato (unità di riferimento).

l’ultima pagina è riservata alle conclusioni, nelle quali riportiamo, per ogni prova, un riassunto dei valori misurati e il commento delle immagini derivanti da macrografie o micrografie. Molto importante è il giudizio di conformità al capitolato o norma specifica, che permette di stabilire l’esito delle prove eseguite.

Una volta consegnato il certificato al cliente, il nostro impegno ci rende inoltre disponibili anche al successivo supporto tecnico e al commento dei risultati di prova direttamente per via telefonica, via email o via Skype.

Un’altra caratteristica dei nostri report è la flessibilità: l’espressione dei risultati è in accordo con quanto previsto dal metodo di prova ma, su richiesta, possiamo fornire foto aggiuntive, tabelle riepilogative e relazioni conclusive di confronto o comparazione in modo da rendere il nostro report uno strumento di lavoro dal grande valore tecnico e perfettamente aderente alle necessità del cliente.
Perché noi eseguiamo le analisi, ma il nostro scopo è che tu possa comprendere velocemente e con sicurezza i risultati.
Grazie ai certificati e ai rapporti di prova redatti da me e dai miei colleghi non avrai più dubbi di interpretazione dei risultati delle prove di laboratorio distruttive e non distruttive.

Però c’è un problema…
Per poter ricevere i nostri rapporti di prova, che finalmente non ti faranno più sentire poco esperto e inadeguato, perché i risultati saranno espressi in maniera chiara e comprensibile, prima devi prenotare le prove di laboratorio telefonando allo 011 93 70 516 oppure compilando il modulo in fondo alla pagina.

 

P.S. Guarda cosa dicono di noi i nostri clienti:

 

 

 

By | 2017-05-18T11:40:37+00:00 settembre 29th, 2014|Prove di laboratorio|0 Commenti

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