Da anni leggo i CV di chi si candida per un lavoro in MotivexLab.
I profili sono i più diversi, si passa dal tecnico di laboratorio agli impiegati per gli uffici amministrativi, l’accettazione e il settore commerciale.

Ci sono alcuni termini che si rincorrono in quasi tutti i profili come per esempio, problem solving, proattività, resilienza e leadership.

In MotivexLab il termine resilienza è apprezzato se utilizzato in riferimento alla capacità di un materiale di resistere ad un urto e alla prova meccanica che si fa con il Pendolo di Charpy per misurare in Joule questa resistenza.

Se vuoi approfondire la prova di resilienza clicca qui.

Per tutti gli altri usi riferiti alla capacità psicologica di affrontare e superare le difficoltà, lascio al tempo la verifica di questa capacità, perché siamo portati a sopravvalutarla, forse perché da un po’ di tempo a questa parte è un termine di cui si abusa. Questo uso smodato del termine resilienza fa anche sorridere se penso al contesto storico e socio culturale che attraversiamo, che si distingue sicuramente per alcune caratteristiche che, a mio parere, sono lontane da un atteggiamento resiliente. I nostri nonni credo fossero estremamente più resilienti di noi a livello generale, poi certo ci sono le eccezioni.

Accantonato il termine resilienza, sorvolo su leadership e problem solving, perché credo siano abilità che “non si finiscono mai di imparare” e anche queste vanno coltivate e testate sul campo e nel lungo periodo.

Voglio invece approfondire il discorso sulla proattività.

In “Le sette regole per avere successo” il compianto Stephen Covey cataloga la proattività come prima regola per vivere una vita piena e ricca di soddisfazioni e di valore.

Le sette regole per avere successo - Stephen Covey

Ecco la definizione di proattività data da Covey:

“Significa qualcosa di più del semplice prendere l’iniziativa. Significa che, come esseri umani, noi siamo responsabili della nostra vita. Il nostro comportamento è una funzione delle nostre decisioni, non delle condizioni in cui viviamo.
(…)

Consideriamo la parola responsabilità (letteralmente: “abilità di risposta”) è la capacità di scegliere la nostra risposta o reazione. Le persone davvero proattive accettano questa responsabilità. Non biasimano per il proprio comportamento circostanze, situazioni o condizionamenti. Il comportamento è figlio della loro scelta consapevole, basata su valori, e non un prodotto casuale di situazioni, frutto di sensazioni.
Dato che noi siamo per nostra natura proattivi, se la nostra vita dipende dal condizionamento e dalle situazioni è perché noi, per decisione cosciente o per nostra inadeguatezza, abbiamo scelto di permettere che siano queste cose a controllarci.
Nel compiere tale scelta diventiamo reattivi. Le persone proattive non sono meteoropatiche: se piove o splende il sole non fa differenza. Il punto di partenza è un valore, e se il loro valore è quello di lavorare con buona qualità, non dipende dal favore o meno del tempo.
Le persone reattive sono influenzate anche dal loro ambiente sociale, dal “tempo sociale”. Quando gli altri le trattano bene, si sentono bene; quando succede il contrario, assumono un atteggiamento difensivo e autoprotettivo. Le persone reattive costruiscono la loro vita emotiva intorno al comportamento degli altri, permettendo alle debolezze degli altri di controllare la propria vita.
La capacità di subordinare un impulso a un valore è l’essenza della persona proattiva. I soggetti reattivi sono spinti dai sentimenti, dalle circostanze, dalle situazioni, dal loro ambiente. Gli individui proattivi sono mossi dai loro valori: valori profondamente ponderati, scelti, interiorizzati.”

L’autore consiglia di analizzare dove concentriamo il nostro tempo e la nostra energia per accrescere la consapevolezza sul nostro grado di proattività.

Passa così a parlare di quelle che definisce sfera di coinvolgimento e sfera di influenza.

“Ciascuno di noi ha un’ampia gamma di preoccupazioni: la salute, per esempio, i figli, i problemi sul lavoro, il debito pubblico, la guerra nucleare. Noi possiamo separare tutti questi motivi di apprensione dalle cose che non ci coinvolgono direttamente sul piano mentale o emotivo e raggrupparli in una “sfera di coinvolgimento”.
Se riflettiamo su quanto è compreso nella nostra sfera di coinvolgimento, ci renderemo subito conto che ci sono cose su cui non possiamo esercitare un vero controllo e altre su cui invece possiamo intervenire. Distinguiamo allora i due distinti sottogruppi, inserendo il secondo in una parte più interna: la sfera d’influenza.
Determinando quale di queste due sfere impegna la maggior parte del nostro tempo e della nostra energia, possiamo scoprire molto sul grado della nostra proattività.
Le persone proattive concentrano i loro sforzi sulla sfera d’influenza: lavorano cioè su quei fattori che possono essere in qualche modo trasformati dal loro fare. La natura della loro energia è positiva: allegra, ingrandisce, accresce la loro sfera d’influenza.
Gli individui reattivi, invece, focalizzano i loro sforzi sulla sfera di coinvolgimento. Si fissano sulle debolezze di altre persone, sui problemi presentati dall’ambiente e su circostanze su cui non hanno il controllo. Questa loro focalizzazione ha come risultato atteggiamenti accusatori, un linguaggio reattivo e l’esacerbarsi del loro senso di frustrazione e impotenza. L’energia negativa generata da questa focalizzazione, combinata con l’indifferenza per le aree dove invece potrebbe avere un intervento attivo, provoca una contrazione della loro sfera d’influenza.
Finché lavoriamo all’interno della nostra sfera di coinvolgimento emotivo, diamo facoltà agli elementi racchiusi nel suo interno di controllarci. Noi non prendiamo l’iniziativa proattiva necessaria per portare ad un mutamento positivo.”

Alla luce di queste considerazioni, capirai perché certi termini, riportati sui CV, perdono di efficacia e ciò che invece diventa importante per me, nella valutazione di un profilo, sono i valori e il carattere, oltre alle competenze specifiche richieste per il ruolo a cui si ambisce.

Purtroppo i modelli utilizzati per la compilazione dei CV non lasciano molto spazio per la descrizione di ciò che spinge le persone ad agire, il modo di porsi di fronte alle difficoltà, l’atteggiamento che si ha nei confronti delle persone e delle situazioni.
In MotivexLab spesso ripetiamo che le competenze si migliorano, il carattere no.

Le persone che fanno parte della squadra di MotivexLab sono innanzitutto persone allineate sui valori profondi, quelli richiamati dai colori del nostro logo:

  • il Rosso della passione, della forza e della velocità, del sacrificio e dell’amore per ciò che si fa.
  • Il Bianco della trasparenza, della competenza, del metterci la faccia e il sorriso, quindi dell’essere responsabili e autorevoli.
  • Il Nero del coraggio, dello spingersi oltre i propri limiti, dell’affrontare il nuovo senza immobilizzarsi al “si è sempre fatto così”.
MotivexLab Automotive & Aerospace Test Express

Vuoi conoscerci? Telefona allo 0119370516 o scrivi a laboratorio@motivexlab.com

Spero di incontrarti presto.

Paolo Pollacino e Elisabetta Ruffino

Elisabetta Ruffino