Riportiamo l’articolo uscito su La Valsusa il 15/12/2022, dal titolo:
MotivexLab sempre più nell’aerospazio

Da qualche settimana, la MotivexLab di viale Gandhi ad Avigliana, azienda leader nel settore delle analisi distruttive e non per il comparto automotive è diventata ufficialmente “Automotive and Aerospace Test Express“, comprendendo anche la componente aerospaziale e ottenendo l’accreditamento “Nadcap”.
“In realtà, già da molti anni svolgiamo alcuni tipi di test per aziende, anche importanti come Alenia, che lavorano nel settore aerospaziale“, spiega la giavenese Elisabetta Ruffino, socia fondatrice, insieme a Paolo Pollacino, di MotivexLab. “Ultimamente, abbiamo però fiutato aria di cambiamento nel tessuto industriale torinese“.
In che senso?
“Nel senso che abbiamo notato che molte aziende che si occupavano di produrre esclusivamente componentistica per auto hanno ora convertito parte della loro produzione, destinandola al settore aerospaziale“.

Elisabetta Ruffino e Paolo Pollacino
Secondo Ruffino, la crisi delle industrie automobilistiche ha spinto i produttori di parti essenziali al buon funzionamento delle auto a cercare “lidi” un po’ più sicuri e lo spazio, con le nuove conquiste (prima fra tutte la riconquista della Luna, su cui gli esseri umani torneranno entro i prossimi due o tre anni) che si prospettano, pare offrire una certa stabilità anche in futuro.
“Il lavoro per noi è in fondo lo stesso, fatto con precisione e rapidità (il nostro motto è ‘risultati entro 24 ore dall’arrivo del campione, altrimenti il test è gratis’), perché ne va tanto della sicurezza dei mezzi su cui ci muoviamo ogni giorno (nel caso delle auto), quanto la necessità delle imprese di fermare per il minor tempo possibile la loro produzione, in attesa dei risultati dei nostri test“.

Alcuni ragazzi dello Staff di MotivexLab
Come vede il 2023?
“Salvo ulteriori catastrofi mondiali a cui siamo fin qui sopravvissuti, dovrebbe essere un anno positivo, in cui cercheremo di allargare il nostro organico. Ci metteremo alla ricerca di tecnici, giovani e preparati, in grado di consentirci di aumentare il volume delle nostre commesse. È un’impresa non così facile, ma nemmeno impossibile: ragazzi preparati che abbiano voglia di lavorare se ne trovano, magari non al primo colpo, ma ci sono. Non condivido, pertanto, il pessimismo di molte aziende che dicono che tutti i giovani, o quasi, siano svogliati. Dagli incontri che abbiamo fatto noi con le scuole tecniche del territorio, abbiamo potuto constatare che c’è un buon ‘vivaio’ ormai quasi pronto a entrare nel mondo del lavoro“.
Alberto Tessa
Puoi leggere l’articolo pubblicato su La Valsusa a questo link.