“L’arte del Kung Fu non è una questione di vittoria o di sconfitta, ma di carattere. Non è importante il Kung Fu, ma le persone.”
Jimmy H. Woo
Jimmy H. Woo rappresenta la leggenda del Kung Fu. Ha rinnovato il sistema Shaolin basato sui Cinque Animali, concentrandosi sull’elemento umano ed è entrato nell’hall of fame delle arti marziali.
Alla base del Kung Fu c’è l’utilizzo di energie e movimenti presenti in natura e ben rappresentate dai cinque animali presi a modello: il drago, la tigre, la gru, il leopardo e il serpente. Ognuno con la sua caratteristica fisica, comportamentale e simbolica.
Il drago rappresenta lo spirito libero e gioioso che ama combattere e che può muoversi in aria, acqua e terra.
La tigre riceve la forza dal terreno e non ha bisogno di molta strategia perché è un combattente fiero, potente e indomito.
La gru si muove in aria, elegante, veloce e precisa nei colpi che sferra e in quelli che schiva librandosi in volo.
La forza del leopardo sta nella velocità e nella strategia. Attende il momento giusto per sferrare il suo attacco, energico, veloce e breve.
Il serpente infine si mimetizza con l’ambiente e fa dell’astuzia, della pazienza e della precisione la sua arma vincente.
Cinque animali, cinque caratteri, cinque stili di combattimento. Cinque abilità fisiche e dell’anima che ogni guerriero dovrebbe raggiungere.

Ecco allora che prende una dimensione precisa la citazione di Woo: al centro del Kung Fu c’è l’uomo, come al centro di ogni attività umana dovrebbe esserci l’uomo. Uso il condizionale perché non è più così scontato. Sembra che tanti settori della nostra vita siano ormai rimasti come svuotati da noi, dagli esseri umani stessi. Non si fanno le cose in funzione della nostra umanità, ma è come se l’uomo fosse al servizio di qualcosa che non riusciamo neanche a capire, tra Transumanesimo, Big Data e Metaverso.
Quindi il Kung Fu non è più questione di tecniche di combattimento ma diventa uno strumento per acquisire la capacità di affrontare la vita, così come mi viene da pensare che il senso profondo dell’attività di MotivexLab non sia solo fornire risultati di test di laboratorio, CND e tomografia in 24 ore per il settore automotive e l’aerospace, ma è un modo per contribuire alla crescita e al benessere delle persone. In questo contesto gli ingredienti importanti non sono solo le risorse, gli investimenti, i macchinari, le competenze, gli accreditamenti, le procedure tecniche e gestionali, ma anche il carattere delle persone che ci sono, la trasformazione alchemica che riescono a creare nell’esecuzione del proprio lavoro, facendo qualcosa di utile per gli altri e facendolo muovendo energie umane, di empatia, comprensione, ascolto.
Elisabetta ma stai di nuovo parlando di Umanità Aumenta? Esatto.

Nelle arti marziali si parla di Chi.
Ecco una spiegazione data da Daniele Bolelli nel libro di cui ti voglio parlare questa settimana: “Per un cuore guerriero. Le arti marziali, la filosofia e Bruce Lee.”, ADD Editore.

“(…) cosa dire del Chi, l’invisibile energia che dà vita a tutte le creature? Il Chi, fuorilegge taoista ricercato invano dall’inquisizione della scienza occidentale, il respiro di un dio dimenticato in un corpo mortale, incubo delle leggi fisiche, guerriero zen della nostra volontà, benzina nel motore dell’universo.
Tutte le arti interne sono basate sullo sviluppo di un’energia che non può essere vista né toccata né percepita dagli altri sensi. Alle orecchie degli integralisti della scienza, le descrizioni del Chi suonano come un’eresia mistica, come qualcosa di soprannaturale inventato da una fervida immaginazione. La natura del Chi è elusiva. Nessuno strumento scientifico è mai riuscito a catturarlo. Come il vero Tao, il Chi può essere percepito, ma non analizzato in laboratorio.”
In laboratorio possiamo analizzare tutto, non le nostre anime, non la nostra umanità. O forse sì.
Di sicuro possiamo analizzare le leghe metalliche. Leghe in cui sono state forgiate le antiche armi considerate l’estensione degli arti di valorosi guerrieri: sciabole, lance, alabarde, spade, pugnali, coltelli a farfalla.
Gli antichi fabbri metallurgisti non costruivano solo utensili adatti alla difesa, da cui dipendeva la sopravvivenza, e neanche solo preziose opere d’arte. Costruivano “oggetti creati dalla stessa materia di cui sono fatte le leggende” come dice Bolelli ricordandoci che la spada è l’anima del samurai, così come per Artù è il mezzo per diventare Re, dopo aver estratto Excalibur dalla roccia.
“Dal momento che armi simili sono fatte di qualcosa di più che non materia grezza, dar vita a un’arma è non soltanto un’opera artistica ma anche un rito religioso (avete in mente Hattori Hanzō in Kill Bill?). Prima di forgiare una spada, i fabbri giapponesi purificano se stessi, la fucina e gli attrezzi da lavoro.
(…)
Colui che crea un’arma con le proprie mani può caricarla della sua energia. Tutte le ore di lavoro che il creatore dedica alla sua opera, mostrando una religiosa attenzione, riempiono l’arma di un’energia sconosciuta agli oggetti prodotti in serie.”
Energia di cui ognuno di noi può caricare il risultato del proprio lavoro, sia esso un report, una spada o una consulenza.

In MotivexLab, come antichi guerrieri di arti marziali da 25 anni ci alleniamo con pazienza, perseveranza e umiltà per fornire qualcosa di più di un semplice report. Mettiamo diligenza e dedizione al servizio della tua sicurezza e comodità.
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Spero di incontrarti presto.
Elisabetta Ruffino
