In questi giorni in MotivexLab sono arrivate delle attrezzature nuove:
un durometro universale e una fresa per la preparazione dei campioni per il laboratorio metallurgico.

Il durometro AXIOTEK XM3000 è dotato di un ampio sostegno piano, di una varia gamma di accessori porta campione ed è predisposto a misurare la durezza nelle seguenti scale:

  • Rockwell secondo la norma ISO 6508, con le scale HRA, HRB, HRC, HRD, HRF e durezze Rockwell superficiali HR15N, HR30N E HR45N per rivestimenti di spessore > 0,2 mm.
  • Vickers secondo la norma ISO 6507, con carico variabile a seconda dello spessore da analizzare
  • Brinell secondo la norma ISO 6506, con carico variabile e penetratore intercambiabile per adattarsi ad acciai, ghise, leghe di alluminio e leghe di rame.

Lo strumento possiede un sistema di lettura automatico digitale con una risoluzione di 0,1 punti nelle diverse scale di durezza ed è capace di analizzare campioni alti fino a 700 mm con un peso massimo di 300 kg. Queste particolarità, insieme alla possibilità di poter variare e convertire fra loro le diverse scale di durezza, rendono il durometro XM3000 particolarmente versatile per eseguire controlli su pezzi finiti nel campo automotive e aerospaziale, o controlli per validare lotti di produzione su fusioni, lamiere o prodotti forgiati e stampati.

Il durometro AXIOTEK XM3000

Il Durometro AXIOTEK XM3000

La Fresa ITAMA FVO60E dotata di Visualizzatore di quote ND 5023.

Strumento all’avanguardia predisposto per l’industria 4.0 che permette di eseguire lavorazioni meccaniche di precisione per creare sagome circolari, lineari, fori, curve o profili complessi da materiali metallici. Lo strumento sfrutta un visualizzatore di quote che permette di definire con precisione (fino a 0,001 mm) le dimensioni di ogni lavorazione. La fresa ITAMA permette di eseguire anche lavorazioni da pezzi finiti per ottenere provette su cui eseguire test meccanici per i materiali automotive, come lamiere in acciaio o fusioni in alluminio secondo le principali norme internazionali: UNI EN ISO 6892-1 e ASTM E8 per le provette per prova di trazione; UNI EN ISO 148-1 e ASTM E23 per provette per prove di resilienza Charpy. La possibilità di programmare la macchina attraverso il pannello di comando permette di eseguire lavorazioni tridimensionali per replicare disegni tecnici con precisione.

La Fresa ITAMA FVO60E. Ingresso in MotivexLab e in attività.

La tecnologia applicata in questi nuovi strumenti di laboratorio, ci permette di migliorare costantemente i tempi di preparazione dei campioni e di prova di durezza su campioni metallici, garantendoti la consegna in 24 ore dei test report sulla tua scrivania.

La tecnologia negli ultimi anni ha fatto passi da gigante e non sembra vero che per secoli l’applicazione della scienza alla tecnica è stata ignorata o utilizzata per giochi e divertimenti e non per alleviare e migliorare il lavoro dell’uomo.

In questi giorni, dopo aver riscoperto i testi dedicati a Galileo e Majorana, di cui ti ho parlato nelle settimane scorse,  sto leggendo un libro molto interessante sulla storia della scienza di Alexandre Koyré: “Dal mondo del pressappoco all’universo della precisione”.

Alexandre Koyré: Dal mondo del pressappoco all’universo della precisione

Koyré, nato in Russia nel 1892, è uno dei più autorevoli storici della scienza e in questo volume analizza l’origine delle macchine e degli strumenti scientifici, con un focus sugli aspetti umani e sociali più che sulle caratteristiche tecniche.

La sua mirabile ricostruzione fa capire perché i greci si preoccuparono poco di applicare nella pratica le loro conoscenze scientifiche e solo in epoca moderna, i principi scoperti dalla scienza greca trovano applicazione materiale, dando vita a un periodo d’oro per le innovazioni tecniche, motore della prima rivoluzione industriale.

Koyré ci racconta che i greci non avevano bisogno del progresso tecnico perché avevano gli schiavi.
Nel volume lo storico russo riporta un’intuizione del filosofo Emile Meyerson che vede la ragione del ritardo nello sviluppo tecnico dei greci, nella

“schiavitù, nell’abbandono integrale dell’attività tecnica agli schiavi, ciò che comportava da un lato il disprezzo universale per il lavoro produttivo e dall’altro la sovrabbondanza e il basso prezzo della manodopera che toglievano un incentivo alle scoperte.”

Meyerson osserva che la scoperta del mulino ad acqua

“non impedì che la mola mossa dallo schiavo continuasse a esser molto diffusa: ciò accadeva dunque perché questo procedimento poteva, dal punto di vista economico, sostenere la concorrenza col lavoro animale e anche col motore idraulico”.

I greci non amavano le questioni pratiche, il lavoro manuale era disprezzato.  Artigiano

“diviene sinonimo di spregevole e si applica a tutte le tecniche: tutto ciò che è proprio dell’artigiano o del manovale, porta vergogna e deforma l’anima oltre che il corpo”.

E continua Koyré:

“La vita contemplativa, dice Aristotele, è superiore alle forme più alte dell’attività pratica. La contemplazione, scriverà Plotinio, è il fine supremo dell’azione; l’attività non è che l’ombra, l’indebolimento, l’accompagnamento.”

E’ chiaro che in un tale contesto culturale, la tecnica non avesse grandi occasioni di venire sviluppata.
Archimede, il più grande degli ingegneri antichi, secondo Plutarco

“ha avuto il cuore così alto e l’intelletto così profondo  (e vi teneva nascosto un un tesoro di invenzioni geometriche), da non degnarsi mai di lasciare scritta qualche opera sul modo di costruire tutte queste macchine da guerra…, e considerando tutta questa scienza di inventare e comporre macchine, e generalmente ogni arte che apporti qualche utilità da mettere in uso, come cosa vile, bassa, mercenaria, egli impiegò il suo spirito e il suo studio a scrivere solamente cose la cui bellezza e sottigliezza non fosse in alcun modo mescolata alla necessità”.

Una mentalità diversa si sviluppa in Europa alla fine del Medioevo, quando la vita activa prende sempre più il sopravvento sulla vita contemplativa.

“Il fine del moralista non è di scrivere nell’ozio cose da leggersi nell’ozio, ma di fornire armi alla vita attiva”.

Ma ancora intorno al 1500 e 1600

“sempre nella costruzione di giocattoli e trastulli (leoni ruggenti e uccelli che bevono razzolando e battendole ali, getti d’acqua e fontane magiche) si sperperò largamente lo sforzo intellettuale dei meccanici e degli ingegneri del XVI e del VXII secolo.

Ancor più in là, in pieno Settecento, Vaucanson, prima di applicare il suo genio al perfezionamento dei telai, l’aveva usato nella fabbricazione di automi.

Sembra proprio, per quanto possa sembrare contrario al buon senso – ma l’uomo è poi davvero un animale di buon senso? – che nell’evoluzione umana il superfluo domini sul necessario, l’inutile venga prima dell’utile, le cose divertenti prima di quelle pratiche: così gli orologiai del Medioevo sapevano costruire macchine di una complicazione e di un’ingegnosità meravigliosa, che potevano riprodurre marcia dei pianeti, mettere in movimento teorie di figure umane e far suonare le ore da carillon di campane ma non furono mai capaci di far loro indicare il tempo con una certa precisione.”

L’uomo tende quindi a trovare prima le applicazioni inutili prima di quelle utili.

Forse non lo sai, ma la prima applicazione dei Raggi X, prima della diagnostica medicale e della radiografia industriale che porterà poi alla tomografia industriale,  passò dal farsi radiografare.

A Parigi nella Belle Epoque, la radiografia diventa un fenomeno popolare.

PARIS - Belle Epoque

Tutti vogliono vedere il proprio scheletro.
E per farlo basta pagare pochi centesimi.
Nelle fiere di paese o nella Parigi della Belle Epoque.

Questa moda voyeuristica genera un business sia per vedere l’invisibile che per proteggersi. Un’azienda inglese pubblicizza la propria biancheria intima come a prova di raggi X.
Un teatro americano vieta i binocoli ai raggi X per proteggere l’onore delle signore in sala.

Leggi questo articolo per saperne di più:

La tecnologia ha quindi dovuto attendere secoli prima di poter essere impiegata come facciamo oggi.

In MotivexLab, la tecnologia rappresenta la grande alleata dei nostri uomini nel garantirti la consegna dei report in 24 ore sulla tua scrivania.

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Scrivi a laboratorio@motivexlab.com o telefona allo 0119370516